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Appello senza precedenti del mondo medico ad affrontare in modo deciso la crisi climatica

Articolo del 06 settembre 2021

Sono oltre 230 le riviste mediche di tutto il mondo che hanno pubblicato in questo inizio settimana un drammatico editoriale congiunto per esortare i politici a passare finalmente all’azione nella lotta contro il surriscaldamento del clima. 

Le ondate di calore hanno già oggi effetti deleteri e spesso mortali sulla salute umana, ma quest’impatto potrebbe diventare catastrofico e irreversibile, qualora non si riuscisse a fermare il surriscaldamento del clima. A dirlo sono i capiredattori che hanno firmato un editoriale congiunto pubblicato questo lunedì 6 settembre su oltre 230 riviste mediche di tutto il mondo. Mai prima d'ora così tante riviste specializzate nella salute si erano riunite per pubblicare la stessa dichiarazione, un fatto che riflette la gravità dell'emergenza climatica che il mondo sta vivendo.

L'editoriale, che è stato pubblicato su riviste prestigiose, come The Lancet, New England Journal of Medicine, British Medical Journal, East African Medical Journal, Revista de Saude Publica del Brasile, National Medical Journal of India, Chinese Science Bulletin e International Nursing Review, per citarne solo alcune, ricorda che l’aumento delle temperature provoca una pletora di problemi di salute. Gli editorialisti fanno notare che le ondate di calore degli ultimi 20 anni hanno fatto aumentare il numero di morti per ipotermia, disidratazione, perdita di funzione renale, cancro alla pelle e infezioni tropicali. Sono inoltre aumentate le complicanze della gravidanza, le allergie, le malattie cardiache e quelle polmonari, come pure le morti ad esse associate. Basti qui ricordare gli oltre 70'000 morti durante l’ondata di calore che ha colpito l’Europa nel 2003, quando dovettero essere allestite in fretta e furia celle frigorifere d’emergenza per conservare al fresco le migliaia di cadaveri che le pompe funebri, sovraccaricate di lavoro, non riuscivano più a “smaltire”, oppure i 20'000 morti registrati durante l’ondata di calore senza precedenti che colpì la Germania nel 2018. Nel testo si legge poi che "Negli ultimi 20 anni, la mortalità legata alle ondate di calore tra le persone di età superiore ai 65 anni è aumentata di oltre il 50%".

"La più grande minaccia alla salute pubblica globale”, si legge nell’editoriale, “è il continuo fallimento dei leader mondiali nel mantenere l'aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5°C e nel ripristinare la natura. Urgenti cambiamenti a livello di società devono essere fatti e porteranno a un mondo più giusto e più sano". Stando al mondo medico, limitarsi semplicemente a sollecitare il mondo e l'industria energetica a passare dai combustibili fossili alle energie rinnovabili non basta ad affrontare la crisi climatica. Occorre un piano preciso e ritmato nel tempo per eliminare i combustibili fossili e affrontare in modo serio anche il drammatico calo della biodiversità, restaurando gli ecosistemi naturali gravemente compromessi dalle attività umane.

L’editoriale è chiaro: "Noi, come redattori di riviste sulla salute, chiediamo ai governi e agli altri leader di agire, e di fare in modo che il 2021 sia l'anno in cui il mondo finalmente cambia rotta". "La scienza non lascia spazio al dubbio: un aumento della temperatura globale di 1,5 C al di sopra della media preindustriale e la continua perdita di biodiversità arrischiano di arrecare un danno catastrofico per la salute, danno che sarà impossibile invertire” e continua, "Nonostante la necessaria preoccupazione del mondo per il Covid-19, non possiamo aspettare che la pandemia passi per ridurre rapidamente le emissioni”.

L'editoriale rappresenta una vera e propria “chiamata alle armi” del mondo medico ed è stato pubblicato in vista di tutta una serie di incontri ad alto livello e che si terranno nelle prossime settimane e nei mesi a venire alla presenza di molti leader mondiali, per discutere e negoziare piani d'azione concreti per contenere la crisi climatica. Fra questi incontri spiccano l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che si terrà la settimana prossima, la conferenza sulla biodiversità che si terrà a Kunming, in Cina, nel prossimo mese di ottobre e i cruciali colloqui sul clima in agenda il prossimo mese di novembre nella città scozzese di Glasgow.