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Declino delle foreste nell’America occidentale

Articolo del 17 marzo 2019

Secondo uno studio pubblicato nella rivista scientifica “Proceedings of the National Academy of Sciences“ il riscaldamento climatico sta distruggendo le foreste di Pino ponderosa e di Douglasia costiera

Le vaste foreste di Pino ponderosa, detto anche pino giallo, e di Douglasia costiera, detta anche Pino dell’Oregon, sono considerate gli ecosistemi più rappresentativi dell’America occidentale. Ebbene, secondo i ricercatori dell’Università del Montana, queste foreste stanno oramai superando il cosiddetto “tipping point”, il punto critico di svolta causato dal riscaldamento climatico.

Infatti le ondate di calore e di siccità che si sono succedute in questi ultimi anni e i giganteschi incendi di foreste che ne sono seguiti, stanno dando il colpo di grazia a questo ecosistema, il quale non riesce più a rigenerarsi. Mentre gli esemplari adulti delle due specie riescono ancora difficilmente a sopravvivere, gli esemplari giovani si fanno sempre più rari.

Gli incendi dell’anno scorso hanno distrutto oltre 35'000 km2 di queste foreste, la superfice più vasta di sempre, rendendo ampie porzioni del territorio inospitali per questa tipologia forestale, la cui area di espansione si sta lentamente trasformando in prateria. Il fenomeno non ha solo effetti dirompenti sulla fauna locale, ma compromette pure il futuro dell’industria del legno, molto importante nella regione.

Il declino delle foreste ha anche un forte impatto sulla dinamica del riscaldamento climatico, dato che gli alberi assorbono molto del CO2 che emettiamo, mitigando il riscaldamento climatico. La loro scomparsa avrà dunque come effetto un ulteriore aumento del tenore di CO2 nell’atmosfera e di conseguenza un’accelerazione del suo riscaldamento.

Uno studio pubblicato nell’autunno scorso indicava che un’eccellente gestione delle foreste e dell’agricoltura permetterebbe di compensare il 21% delle emissioni di gas a effetto serra prodotte ogni anno negli Stati Uniti.