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Alla siccità e al caldo eccezionale fa seguito un’altra piaga biblica

Articolo del 04 luglio 2021

Gli Stati Uniti occidentali, colpiti dapprima da una siccità mai vista prima d’ora, poi da un’ondata di calore mortale senza precedenti, in seguito da devastanti incendi, ora sono invasi anche da miliardi di cavallette

Si chiamano Melanoplus sanguinipes, hanno il colore della vegetazione secca, sono cavallette migratrici e quando si mettono in movimento formano sciami di miliardi di individui. Questi sciami sono così densi che sembra che sia la terra a muoversi e quando si spostano divorano tutto quanto di verde c’è sul loro passaggio.

Il calore e la siccità che imperversano su tutto l’ovest del continente nord-americano hanno creato le condizioni ideali per la proliferazione delle cavallette. Non si tratta affatto di una nuova specie invasiva. Questa specie cavallette nell’occidente del continente nord-americano c'è sempre stata, ma in genere le sue popolazioni sono state sotto controllo. In anni normali, la maggior parte delle cavallette neonate muore prima di diventare quelle adulte alate, che spiccano il volo nei cieli delle campagne. Le loro uova sono infatti suscettibili agli agenti patogeni, ai freddi invernali e la maggior parte delle larve sopravvissute finisce nella pancia dei numerosissimi nemici naturali. Ma, grazie a inverni sempre più caldi e secchi, le popolazioni di cavallette hanno iniziato a crescere e in modo particolarmente massiccio a partire dalla primavera del 2020, quando una serie di piogge provvidenziali ha stimolato la crescita dell’erba, l’alimento principale delle giovani cavallette. Ora, a causa della siccità estrema, esse si sono aggregate in sciami di miliardi di individui che si sono messi in movimento alla ricerca di nuove zone in cui sfamarsi.

Gli stati finora più colpiti sono l’Oregon e il Montana, ma ora il Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, ha esteso l’allarme anche ad altri 13 stati dell’unione. Stando a Helmuth Rogg, un entomologo e scienziato che lavora per il dipartimento dell'agricoltura dell'Oregon, "I più grandi consumatori di biomassa del paese non sono i bovini, non sono i bisonti, ma le cavallette. Mangiano e mangiano dal giorno in cui nascono fino al giorno in cui muoiono e non fanno altro".

Anche in Europa non siamo al riparo da questa piaga biblica

Anche l’Europa non è al riparo da questi insetti. La specie diffusa qui da noi si chiama “Locusta migratoria”. Si tratta di insetti di grossa taglia che raggiungono la lunghezza di 55 mm. Appena nate, le locuste sono biancastre, ma diventano scure in poco tempo e attraverso più mute raggiungono lo stadio adulto entro 40-50 giorni. In condizioni meteorologiche normali questi insetti sono stanziali e depongono da 100 a 160 uova una sola volta all’anno, ma in annate di calura eccezionale le generazioni possono diventare anche tre o più. 

Durante il cosiddetto “Optimum climatico medievale”, un periodo caratterizzato da un clima relativamente caldo, da diversi periodi di siccità e durato circa 500 anni (dal 9° secolo fino al 14° secolo) vi furono diverse invasioni di locuste migratorie anche a Nord delle Alpi. Negli Annales Xantenses, redatti dal religioso Gerward nel 9° secolo, il cronista racconta ad esempio che "Nell'anno dell'Incarnazione divina 873, un'immensa moltitudine di locuste, apparse da est nel mese di agosto, devastò quasi tutta la Gallia".

Per la cronaca: passati i 70 anni di età, ho avuto la sorpresa 3 anni fa di scoprire per la prima volta una Locusta egiziana gigante (Anacridium aegyptium) nel mio giardino di Bellinzona (vedi foto). Da allora questi grossi insetti, che quando volano sembrano dei piccoli uccelli, nel mio giardino sono diventati ospiti permanenti.