Notizie negative

Surriscaldamento climatico fra complottismo, lobbysmo e scienza

Articolo del 30 agosto 2019

Sabato 24 agosto il Corriere del Ticino ha pubblicato un articolo dal titolo "La manipolazione di massa sul riscaldamento globale" a firma di Pio Eugenio Fontana. Nell'articolo si definisce, citiamo, “la bufala del riscaldamento globale causato dall’uomo” come “una delle più grandi manipolazioni di massa della storia” che sarebbe stata ordita da non meglio precisati “interessi finanziari di migliaia di miliardi di dollari”. Una mia risposta a quell'articolo è stata respinta da Fabio Pontiggia, il direttore responsabile del Corriere del Ticino, che ritiene di dover evitare "l’osceno spettacolo tra tifoserie contrapposte" e una "caccia alle streghe". Ecco dunque la mia risposta sul nostro sito climatizzati.ch

Pietro Ribi, giornalista

Un’opinione altro non è che l'interpretazione soggettiva e personale di un fatto. Le opinioni possono essere valide, probabili, false o addirittura assurde. Quella espressa da Pio Eugenio Fontana sulle pagine del Corriere del Ticino sabato 24 agosto, sotto il titolo “La manipolazione di massa sul riscaldamento globale”, fa parte dell’ultima categoria. Ma prima di tutto chi è Pio Eugenio Fontana? Fontana è medico e presidente dell’associazione Verità e Valori, un’organizzazione antieuropeista che si autodefinisce apartitica e aconfessionale, vicina ai cacciatori, ai collezionisti di armi e che professa un credo basato sulla responsabilità individuale e sulla lotta, citiamo, allo “stato ficcanaso e inquisitore”. Detto ciò Fontana, nel suo articolo definisce, quella che lui chiama “la bufala del riscaldamento globale causato dall’uomo” come “una delle più grandi manipolazioni di massa della storia” che sarebbe stata ordita da non meglio precisati “interessi finanziari di migliaia di miliardi di dollari”.

A sostegno della sua tesi cita il professore emerito Richard Lindzen dell’MIT, il fisico dell’atmosfera che ha consigliato a Trump di uscire dagli accordi di Parigi sul clima e che nega che il riscaldamento climatico sia causato dall'uomo. Va precisato che Lindzen figura sulla lista paga delle multinazionali del petrolio e del carbone, e che, tra l’altro, ha pure negato i pericoli del tabagismo per la salute umana. Nel 2016 ha ad esempio incassato 30'000 dollari dalla Peabody Energy, una ditta attiva nel settore del carbone la quale ha finanziato per anni numerosi lobbysti e organizzazioni che negano il riscaldamento climatico (i relativi documenti sono diventati di pubblico dominio durante il processo per insolvenza della Peabody). Lindzen è pure da anni sulla lista paga, con un emolumento di 25'000 dollari all’anno, del Cato Institute, un’organizzazione fondata dal miliardario Charles Koch che si prodiga per uno stato minimalista, per lasciare la più grande libertà possibile alle imprese e per abbassare, e dove possibile eliminare, le tasse. Fra i maggiori finanziatori del Cato Institute figurano l’industria del tabacco, quella petrolifera, quella farmaceutica e, appunto, i fratelli Charles e David Koch (quest’ultimo morto proprio in questi giorni), due miliardari ultraconservatori attivi fra l’altro nel campo del petrolio, della chimica e dei fertilizzanti e grandi finanziatori delle Tea Party. Ecco per quel che concerne la credibilità di Richard Lindzen, che tra l’altro è stato screditato in una lettera pubblica da 22 dei suoi stessi colleghi scienziati del MIT *).  

Ma vi è di più. Fontana cita pure il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia, il quale ha affermato nel 2014 davanti al parlamento italiano che il clima non si è affatto riscaldato e che la temperatura è addirittura diminuita di 0,2°C. L’85enne Carlo Rubbia è stato un brillante fisico nucleare, ma di climatologia non è certamente un esperto, a ciascuno il suo mestiere. Fontana cita poi tutta una serie di altri professori, come William Mason Gray, morto nel 2016 all’età di 87, il quale affermava che quella che lui definiva “la teoria sul riscaldamento climatico” era solo il frutto di una congiura di governi e ambientalisti per poter realizzare un “governo mondiale”. Fra i citati figura anche l’astrofisico israeliano Nir Shaviv, considerato una star fra coloro che negano che il riscaldamento climatico sia causato dall’uomo. Shaviv partecipa regolarmente alle conferenze organizzate dal Heartland Institute, un’organizzazione lobbystica finanziata dall’industria del tabacco e da quella del petrolio. Il Heartland Institute fa parte dell’Atlas Network, una rete di organizzazioni ultraconservatrici che si dedica principalmente a promuovere lo smantellamento delle norme per la protezione dell’ambiente, della salute e del clima. E potrei continuare.

Ma torniamo un attimo al nostro clima. Il fatto è che il termometro non è né di destra né di sinistra. La concentrazione di CO2 nell’aria ha oltrepassato nel 1950, per la prima volta da 3 milioni di anni, i 300 ppm ed è ora oltre i 415 ppm. Le temperature aumentano dappertutto sul nostro globo, ne sono testimonianza le recenti ondate di calore estremo, i ghiacciai fondono sempre più in fretta, quelli Svizzeri si sono già dimezzati, il livello degli oceani è salito di 20 cm negli ultimi 100 anni, le siccità aumentano con il loro corollario di incendi e gli uragani aumentano di intensità. Tutto ciò succede esattamente come previsto dai modelli sviluppati dai climatologi. Chi nega ancora oggi il riscaldamento climatico, adducendo ipotetici complotti mediatici o di non meglio specificate lobby, va considerato alla stessa stregua dei terrapiattisti, di quelli che negano lo sbarco sulla luna, di quelli che credono alle scie chimiche, di quelli che credono che il cancro si possa curare col tè di menta o che affermano che l’11 settembre le torri gemelle sono state attaccate dagli stessi servizi segreti americani.

Pietro Ribi, giornalista

*) "As [Lindzen's] colleagues at MIT in the Program in Atmospheres, Oceans and Climate, all of whom are actively involved in understanding climate, we write to make it clear that this is not a view shared by us, or by the overwhelming majority of other scientists who have devoted their professional lives to careful study of climate science,"

(estratto della lettera del 2 marzo 2017, firmata da 22 professori dell’MIT / Massachusetts Institute of Technology)


P.S.

Il 98% dei climatologi sono concordi: il riscaldamento climatico è dovuto all'uomo

Oggi un buon giornalista non può certamente più ignorare che in ambito scientifico (parlo qui di climatologi, non di matematici, fisici nucleari e altri) vige praticamente unanimità sull’origine umana del riscaldamento globale a cui stiamo assistendo attualmente e che quindi non si tratta più di una semplice “teoria”. Secondo un’inchiesta di PNAS, la rivista della National Academy of Sciences degli Stati Uniti, il 98% dei climatologi è concorde sul fatto che l’attuale riscaldamento globale è di origine umana. Inoltre l’analisi di 12’000 articoli scientifici sul clima pubblicati sulle più svariate riviste scientifiche arriva alla stessa conclusione: 97% di questi articoli concordano sul fatto che il riscaldamento del clima è dovuto all’uomo. Nel 3% di articoli contrari sono stati inoltre riscontrati numerosi errori metodici, gravi lacune scientifiche e l’occultamento di dati non conformi alle opinioni degli autori. Va notato inoltre che quasi tutti questi ultimi articoli non sono stati sottoposti alla cosiddetta “peer-review”, ossia al vaglio di altri scienziati di pari grado.