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L’Europa e la Svizzera si riscaldano molto più in fretta del previsto

Articolo del 30 agosto 2019

Uno studio, pubblicato dalla rinomata rivista AGU Geophysical Research Letters (*), indica che in Europa, non solo il numero di giorni di canicola è triplicato rispetto al 1950, ma che anche la temperatura media dei giorni più freddi è aumentata di ben 3°C

La ricerca, condotta da un gruppo di scienziati del Politecnico Federale di Zurigo diretto dalla climatologa e professoressa Ruth Lorenz, indica chiaramente che il surriscaldamento climatico sta provocando un aumento impressionante delle giornate di canicola, ma che fa anche diminuire i periodi di freddo intenso. Quest’anno l’Europa ha registrato un nuovo primato di caldo, con la colonnina di mercurio che ha oltrepassato la soglia dei 46°C nel Sud della Francia. Le estati europee diventano sempre più calde e le giornate di canicola sono triplicate, mentre il numero di giornate invernali particolarmente gelide s’è più che dimezzato.

Quel che preoccupa i climatologi è il fatto che vaste regioni del nostro continente si riscaldano molto più rapidamente di quanto lo lasciassero prevedere i modelli climatici sviluppati in questi ultimi decenni. Finora i ricercatori si erano soprattutto occupati di sviluppare modelli sullo sviluppo futuro del clima, mentre il gruppo di ricerca del Politecnico diretto da Ruth Lorenz ha voluto verificare se i modelli utilizzati per le proiezioni climatiche regionali potessero riprodurre gli effetti osservati e misurati nella realtà. In altri termini hanno voluto sapere se quel che succede nel mondo reale corrisponde alla teoria. Il risultato di questa verifica è che nella realtà il riscaldamento climatico va ben oltre le previsioni più pessimiste.

Caldo più caldo e freddo meno freddo

Per la loro verifica Lorenz e i suoi colleghi hanno spulciato tutti i dati raccolti dalle stazioni meteorologiche europee dal 1950 fino al 2018, analizzando in particolare i giorni più caldi di ogni anno, quelli più freddi e gli estremi di umidità. Essi hanno poi paragonato fra di loro i giorni più caldi e più freddi di ogni anno e hanno fatto la stessa cosa con le notti. Risultato della ricerca: dal 1950 ad oggi i giorni di canicola sono triplicati e la loro temperatura media è aumentata di 2,3°C. Nel contempo i giorni di freddo intenso sono diminuiti di un fattore da due a tre, a dipendenza della regione, e la loro temperatura media è aumentata di 3°C. In riassunto i giorni più caldi e le notti più fredde si sono riscaldati in modo molto più significativo delle temperature medie estive e invernali.

Il fenomeno del riscaldamento varia da regione a regione, ma dai dati del 90% delle stazioni metereologiche emerge chiaramente che il clima si sta riscaldando molto rapidamente e che ciò non può essere attribuito a una variabilità climatica naturale. Nei Paesi Bassi, in Belgio e in Francia gli estremi di temperatura sono aumentati addirittura del doppio di quanto previsto dai modelli climatici e secondo gli specialisti nei prossimi anni le estati e gli inverni europei diventeranno più caldi a un ritmo ancora maggiore. Il problema è che il nostro continente non è affatto preparato a questa evoluzione.

L’aria condizionata il prossimo problema per il clima

In Europa poche abitazioni dispongono di climatizzatori. Mentre ad esempio la stragrande maggioranza delle abitazioni negli Stati Uniti e la metà di quelle cinesi dispone di aria condizionata, in Germania e anche in Svizzera quasi nessuno ce l’ha. Con periodi di canicola sempre più lunghi e intensi in cui il termometro sfiora e a momenti addirittura sorpassa i 40°C ciò diventa un grave problema di salute pubblica. A titolo d’esempio prendiamo Nuova York. In una giornata normale questa metropoli consuma 10'000 MW di energia elettrica al secondo; in una giornata di canicola ne consuma invece 13'000. Nel 2006, in piena canicola, un blackout lasciò 175’000 persone del Queens, uno dei cinque quartieri di New York, per un’intera settimana senza corrente elettrica causando la morte di 40 persone. Ma questa è solo una parte del problema. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia sono attualmente in funzione nel mondo 1,6 miliardi di condizionatori. Al ritmo di crescita attuale saranno addirittura 5,6 miliardi nel 2050. Il surriscaldamento climatico provocherà quindi consumi di energia nettamente più elevati di oggi. Ora il settore energetico è tra i maggiori produttori di emissioni di CO2, occorrerà quindi fare in modo di riuscire a produrre questo surplus di energia necessario a far funzionare tutti questi climatizzatori senza alimentare la spirale climatica.

E la Svizzera?

In Svizzera, in 120 anni, la temperatura media (estate-inverno, giorno-notte) è salita di oltre 2°C. Era di 4°C all’inizio del ventesimo secolo, è salita a 6°C all’inizio del ventunesimo e l’anno scorso è stata addirittura di 2,7°C al disopra di quella del 1900. Nel nostro paese la temperatura media viene calcolata ogni anno in base alla media delle temperature mensili registrate dalle stazioni meteorologiche di 15 località sparse in tutto il paese, le stesse dal 1864. Il record di temperatura del ventesimo secolo è stato registrato nel 1921 a Ginevra con 38,9°C, quello del ventunesimo è stato registrato nel 2003 a Grono con 41,5°C (+2,6°C rispetto al 1921). Secondo Meteo Svizzera nei prossimi decenni nel nostro paese la temperatura media dell'aria vicino al suolo aumenterà nei mesi estivi da giugno ad agosto ulteriormente da 2,5° a 4,5° rispetto ad oggi, mentre nei giorni più caldi dell'estate si registreranno picchi fino a 5,5°C più alti rispetto ad oggi.

 

(*) Nota:

L’American Geophysical Union, in sigla AGU, pubblica 22 rinomatissime riviste scientifiche nei più svariati campi della ricerca, riviste i cui articoli, prima della pubblicazione, vengono sottoposti alla cosiddetta “peer-review”, ossia al vaglio di altri scienziati di pari grado