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Decine di città tedesche dichiarano lo stato d’emergenza climatica

Articolo del 14 agosto 2019

La prima a farlo è stata lo scorso 2 di maggio la città di Costanza, situata sul confine con la Svizzera. Nel frattempo molti altri comuni tedeschi hanno seguito l’esempio

Nei poco più di 100 giorni trascorsi da quel 2 di maggio altre grandi città fra cui Bielefeld, Bochum, Colonia, Düsseldorf, Gelsenkirchen, Münster e Karlsruhe hanno fatto altrettanto, varando tutta una serie di interessanti misure a tutela del clima e dell’ambiente.

Ma che cosa significa dichiarare lo stato d’emergenza climatica?

Secondo un’inchiesta effettuata dalla DPA, la Deutsche Presse-Agentur, nei comuni in questione, le misure prese o in via di pianificazione concernono il traffico, gli edifici, le energie rinnovabili e il verde pubblico. Concretamente s’è iniziato a convertire strade riservate al traffico motorizzato in piste ciclabili, a limitare il numero di posteggi nei centri urbani e a renderli più cari, a promuovere la costruzione di edifici a effetto climatico zero, a incrementare gli impianti fotovoltaici e a piantare nuovi alberi in città.

L’effetto "Fridays for Future"

La spinta propulsiva per dichiarare lo stato d’emergenza climatica è stato dato dagli attivisti contro il riscaldamento climatico di "Fridays for Future". Dal punto di vista giuridico la dichiarazione dello stato d’emergenza climatica non ha alcun effetto coercitivo. Esso sottolinea tuttavia la volontà delle autorità comunali di varare misure concrete contro il riscaldamento climatico e il degrado ambientale.

Nella decisione del Consiglio Comunale di Costanza si legge ad esempio che la città intende dare la massima priorità al contenimento della crisi climatica e alle sue gravi conseguenze. Vi si afferma pure che le misure prese finora per limitare il riscaldamento climatico a 1,5°C non sono sufficienti. Infatti appena una settimana fa l’IPCC ha pubblicato un rapporto in cui si costata che le temperature sulla terraferma sono oramai in media superiori di 1,53°C a quelle dell’epoca preindustriale

Cosa possono fare le città per contrastare il riscaldamento climatico?

Le misure concrete sono innumerevoli. Si va dalla chiusura di strade al traffico motorizzato all’apertura di nuove piste ciclabili, dalla promozione dello carsharing a quella delle bici elettriche, dalla sostituzione dell’illuminazione pubblica tradizionale con lampade LED a piantare nuovi viali alberati, dal promuovere la creazione di tetti verdi al trasporto pubblico gratuito. A Colonia, la città più popolosa della Renania Settentrionale-Vestfalia, si è ad esempio stabilito che d’ora in poi ogni misura o progetto importante dovrà essere sottoposto a una valutazione sul suo impatto climatico e sulla sua sostenibilità. Il Consiglio Comunale di Düsseldorf, la capitale della Renania Settentrionale-Vestfalia, ha deciso dal canto suo di rendere la città neutrale dal punto di vista climatico entro il 2035. L’assessorato all’ambiente della città sottoporrà il relativo progetto alle autorità comunali già entro il mese di novembre. A Kiel, la capitale dello Schleswig-Holstein, è stato varato un pacchetto di misure per un valore di 100 milioni di Euro che comporta tra l’altro anche l’obbligo per l’amministrazione cittadina di equipaggiarsi di veicoli elettrici e un piano per munire i tetti degli edifici pubblici di impianti fotovoltaici. 

Sono molti i politici tedeschi, anche quelli dei partiti conservatori, che hanno oramai capito che contro il riscaldamento climatico occorre agire subito e in modo deciso e che il tempo in cui si poteva rimandare tutto alle calende greche è oramai finito. Ad aiutare questa presa di coscienza è certamente anche la siccità che da un paio d’anni attanaglia gli agricoltori tedeschi e il record di temperatura registrato quest’estate in Germania, dove il termometro ha superato per la prima volta la marca dei 40,5°C