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Summer in the City: le strategie per combattere l’afa in città

Articolo del 06 agosto 2019

Anche quest’anno il riscaldamento climatico ha provocato ondate di calore estremo, che in numerose città d’Europa hanno allegramente superato i 35°C. A Parigi si sono addirittura superati i 42,5°C

Secondo uno studio del Robert-Koch-Institut, l’ondata di calore che ha colpito Berlino nell’estate del 2018, con punte fino a 37°C, ha causato 490 morti per ipertermia o, come si dice nel linguaggio corrente, per colpo di calore. Le cifre per l’estate 2019, in cui il termometro ha segnato in giugno un massimo di oltre 38,5°, non sono ancora disponibili.

Il fatto è che le città sono delle vere e proprie trappole di calore. Secondo i ricercatori della Rutgers University di New Brunswick nel New Jersey, in estate l’asfalto e il beton delle nostre città possono riscaldarsi fino a oltre 60°C, calore che viene poi rilasciato anche di notte, “regalandoci” quelle notti tropicali che ci rubano il sonno. In estate, sotto la stecca del sole, la temperatura può salire nelle città fino a 20° al disopra di quella registrata nelle campagne circostanti.

Quando la temperatura sorpassa i 35°C la vita diventa insopportabile e secondo il mondo medico queste crescenti ondate di calore rappresentano una delle maggiori sfide sanitarie dei prossimi decenni. Le città sono diventate vere e proprie isole di calore. Secondo Dan Li, ricercatore della Boston University che ha analizzato con la sua squadra i dati climatici di oltre 60 città, una delle principali ragioni di questo fenomeno è l’assenza di vegetazione e la bassa umidità dovuta all'impermeabilizzazione del suolo.

Le soluzioni sono al contempo semplici e complesse. Se da un lato occorre portare in città vegetazione e acqua, dall’altro i promotori immobiliari vorrebbero cementificare ancora di più, e sono disposti per questo a sacrificare anche gli ultimi spazi verdi. Secondo Dan Li, con le giuste misure si può abbassare la temperatura di una città anche di 3 a 5°C. Occorre per questo dare spazio al verde, ad esempio ricoprendo di piante rampicanti le facciate degli immobili, seminando prati sui tetti piatti, piantando alberi ad alto fusto lungo le strade e nelle piazze, creando parchi e altri spazi verdi e pavimentando strade e piazze con rivestimenti permeabili, per permettere all’acqua piovana di penetrare nel terreno e successivamente di evaporare. Gli alberi ad alto fusto sono l’elemento centrale per contrastare l’afa. Infatti, oltre all’ombra che dispensano, il processo di evaporazione delle loro chiome sottrae calore all’ambiente procurando un piacevole sentimento di frescura.

Ecco perché numerosi urbanisti, architetti e ingegneri consigliano di inserire la lotta al riscaldamento climatico già nelle fasi di pianificazioni di edifici, quartieri e città ed ecco perché giardinieri e paesaggisti stanno testando quali specie di alberi sono più adatte per sopravvivere nel terreno poco favorevole e nel clima difficile delle nostre città.