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In Australia i record di temperature si susseguono a ritmo incalzante: 40,9°C martedì, 41,9°C mercoledì e non è affatto finita

Articolo del 19 dicembre 2019

Mentre il continente sprofonda in una crisi climatica senza precedenti, il primo ministro australiano Scott Morrison, un noto negazionista del riscaldamento climatico, è partito in vacanza per le Hawaii, dove se la spassa praticando il surf. Stando al suo vice Michael McCormack: “Tutti hanno diritto a una pausa e quest’anno egli ha lavorato sodo, realizzando grandi cose per l’Australia.”

A Sydney, capitale dello stato federale del New South Wales e con 5 milioni di abitanti la più grande metropoli australiana, l’atmosfera è surreale: nel distretto finanziario si sono registrati oggi a mezzogiorno 42°C e l’aria è oramai irrespirabile da settimane. Il fumo è talmente intenso che in certi uffici del centro i rilevatori di fumo lanciano spontaneamente gli allarmi antiincendio. Centinaia di persone con difficoltà respiratorie hanno dovuto essere ricoverate negli ospedali. La città è circondata da 120 incendi che hanno già distrutto oltre 800 abitazioni e 3 milioni e mezzo di ettari di boschi, l’equivalente dell’intera superficie del Belgio. Ma il peggio deve ancora venire: secondo i meteorologi, entro sabato prossimo a Sydney la temperatura dovrebbe salire fin oltre i 46°C. Per far fronte alla drammatica situazione, Gladys Berejiklian, la prima ministra del New South Wales, s’è vista costretta a decretare lo stato d’emergenza.

Finora le maggiori città australiane se la sono cavata per il rotto della cuffia

Gran parte delle città australiane si situano lungo le coste di questo continente e approfittano quindi della brezza rinfrescante proveniente dal mare. Ciononostante in questo mese di dicembre molte di esse hanno battuto tutti i record precedenti di temperatura. Molto meno bene se la passano le località situate all’interno del paese dove le temperature si stanno avvicinando pericolosamente ai 50°C, come a Nullarbor, dove in questi giorni si sono registrate temperature di appena un decimo di grado sotto i 50 gradi, a Eucla, dove si sono registrati 49,8°C, oppure a Birdsville dove se ne sono registrati 49,5.

Gli incendi alimentano ulteriormente il riscaldamento climatico

Stando ai rilevamenti satellitari della NASA, i giganteschi bushfires (incendi) che stanno devastando i boschi del New South Wales e del Queensland dall’agosto scorso hanno emesso finora da soli l’equivalente della metà delle emissioni annuali di gas a effetto serra dell’intera Australia, ossia circa 250 milioni di tonnellate di CO2. In condizioni normali le foreste, per riassorbire queste emissioni di CO2 in eccesso, ci metterebbero parecchi decenni. Gli specialisti temono tuttavia che, vista la persistente siccità che sta attanagliando da anni il “bush” australiano, la capacità delle foreste di riassorbire questo CO2 sia oramai irrimediabilmente compromessa.

In Australia anche il clima “politico” sta cambiando

Mentre il governo australiano continua negare che il riscaldamento climatico sia un problema e continua imperterrito a promuovere il carbone, fra la popolazione il clima politico sta cambiando: se nel 2012 solo un terzo degli australiani ritenevano che il surriscaldamento del clima fosse un pericolo, negli ultimi sondaggi il loro numero è più che raddoppiato. Il problema è che con le crescenti ondate di calore cresce anche il numero di persone che per farvi fronte mettono in funzione i loro impianti di climatizzazione. Ciò ha portato la scorsa estate ripetutamente al collasso delle reti di distribuzione di elettricità con conseguenti black-out, proprio nei momenti in cui l'Australia ne aveva più bisogno. Contemporaneamente le centrali elettriche necessitano di una maggiore quantità di acqua di raffreddamento, acqua sempre più difficile da trovare nei bacini in secca a causa di una siccità senza precedenti. Il fotovoltaico questi problemi non li ha: da un lato è un sistema di produzione di elettricità decentralizzato, dall'altro produce più elettricità proprio nei periodi più torridi, quando ce n'è bisogno di più. Ecco perché il fotovoltaico sta deventando sempre più popolare in Australia

Come viene calcolata la temperatura massima media dell’Australia

Come riferito sopra, mercoledì scorso la temperatura media massima dell’Australia è stata di 41,9°C. Per calcolare le temperature medie, l’intero continente è stato suddiviso in quadrati di 5 x 5 km. Ad ognuno di essi viene attribuita la temperatura più alta della stazione meteorologica più vicina (in Australia ve ne sono circa 700). La temperatura massima media viene calcolata sommando le temperature massime di ognuno di questi quadrati e dividendo la somma ottenuta per il numero totale di quadrati. Ciò permette di avere un’idea abbastanza precisa dei gradi di “febbre” dell’intero continente.