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Quando gli elettori sono più responsabili dei loro eletti

Articolo del 29 aprile 2019

  • Gli elettori del Partito Liberale Radicale sconfessano i loro parlamentari e chiedono una politica climatica molto più incisiva. Lo rivela un sondaggio effettuato fra i membri del partito

Le elezioni federali del 2015 erano terminate con un trionfo dei partiti di centrodestra, ossia del Partito Liberale Radicale (PLR) e dell’Unione Democratica di Centro (UDC). Da allora l’UDC, che nega la realtà del riscaldamento climatico, ha subito tutta una serie di sconfitte perdendo ben 38 seggi nei parlamenti cantonali, mentre il PLR ne guadagnava 29. Per anni il Partito Liberale Radicale, che si definisce alfiere del libero commercio, avendo il vento in poppa, si credeva al sicuro anche per quel che concerne la sua “non politica” sul cambiamento climatico. In questi anni, infatti, pur ammettendo la realtà del riscaldamento climatico, il PLR si è opposto in nome della liberà imprenditoriale al varo di misure efficaci per combatterlo, puntando invece su ipotetiche misure volontarie dell’economia. Così, in coalizione con l’UDC, ha fatto fallire lo scorso dicembre la legge sul CO2, con la quale il governo federale intendeva adempiere agli impegni presi a Parigi per lottare contro il riscaldamento climatico. Apparentemente, però, questo atteggiamento passivo in materia di lotta al riscaldamento climatico non è piaciuta agli elettori del PLR, che gli hanno fatto subire ben 4 sconfitte elettorali consecutive nei soli primi 4 mesi di quest’anno, ossia nelle elezioni cantonali di Zurigo, Basilea, Lucerna e Ticino. Questo, mentre in queste 4 elezioni, soprattutto oltre Gottardo, si è registrata un vero e proprio tsunami verde

Questa serie di sconfitte elettorali non ha mancato di allarmare i vertici del PLR e non sorprende dunque che, in vista delle elezioni di quest’autunno per il rinnovo del parlamento federale, il partito intenda correre rapidamente ai ripari. Così, lo scorso febbraio, la presidente del PLR Petra Gössi ha annunciato una inversione a U nella politica climatica del suo partito. Dopo che il PLR si era opposto per anni alla proposta di limitare le emissioni di CO2 nella Svizzera e di imporre una tassa sul CO2 anche sul traffico stradale e sui biglietti aerei, Gössi ha annunciato che il suo partito è disponibile a sostenere queste richieste. Contemporaneamente ha incaricato l'Istituto demoscopico GFS di effettuare un sondaggio sulla politica climatica presso i 120'000 membri del suo partito.

Il 78% dei partecipanti al sondaggio è favorevole ad una svolta verde per il partito.

Due mesi dopo ecco i risultati, a dire il vero sorprendenti, di questo sondaggio. Non solo quasi l’80% dei sondati ritiene che il partito debba fare di più per contrastare il cambiamento climatico e si dice favorevole a una svolta verde, ma una netta maggioranza appoggia pure le proposte di introdurre nuove tasse sui carburanti fossili. Solo il 19% dei sondati ha affermato che il partito debba continuare a fare quanto ha fatto finora e solo un misero 3% si è detto favorevole a fare ancora meno per mitigare il riscaldamento climatico.

Ma vediamo in dettaglio i risultati salienti di questo sondaggio:

  • 77% ritiene che l'Accordo di Parigi sul clima, che impone il dimezzamento delle emissioni di CO2 entro il 2030, debba essere attuato come deciso.
  • Oltre tre intervistati su cinque è favorevole alla graduale eliminazione dei combustibili fossili entro il 2050.
  • Quasi altrettanti i membri del partito che approvano sovvenzioni per le energie rinnovabili.
  • 73% sono addirittura d'accordo con l'introduzione di una tassa sui biglietti aerei
  • 58% si è inoltre dichiarata d'accordo con una nuova imposta sulle emissioni di CO2 su benzina e diesel.
  • Tre partecipanti su cinque si sono inoltre espressi a favore di una compensazione da parte della Svizzera delle sue emissioni di gas a effetto serra attraverso misure ecologiche da realizzare entro i confini nazionali.

Per il momento il partito non si esprime riguardo ai risultati di questa indagine, ma una sua commissione presenterà una presa di posizione in occasione della prossima riunione dei delegati del partito prevista il 22 giugno.

Speriamo comunque che questa volta per il PLR si tratti di una svolta vera e non solo di un cambiamento di facciata in vista delle elezioni nazionali del prossimo autunno. Come si sa, tra il dire e il fare c’è quasi sempre di mezzo un mare e finora il Partito Liberale Radicale si sempre focalizzato sulla crescita economica, senza curarsi molto di sostenibilità, di clima e di ambiente. Comunque sia, possiamo rassicurare il PLR: il paese più avanzato al mondo in materia di lotta al cambiamento climatico è La Norvegia, un paese non certo governato da una "pericolosa" alleanza rosso-verde, bensì da una tradizionalissima coalizione di centro-destra.