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I Verdi del Ticino intendono potenziare la lotta al riscaldamento climatico

Articolo del 18 febbraio 2019

Obiettivi vincolanti per l’azzeramento delle emissioni di CO2 entro il 2050 e più soldi per il risanamento energetico degli edifici sono le finalità dei due atti parlamentari inoltrati dai Verdi in Gran Consiglio

I Granconsiglieri Verdi Francesco Maggi, Michela Delcò Petralli e Claudia Crivelli Barella hanno inoltrato una iniziativa parlamentare che chiede una modifica dell’articolo 4 della Legge cantonale dell’energia, introducendovi degli obiettivi precisi e chiari in materia di riduzione delle emissioni di CO2. L’articolo attualmente in vigore contiene infatti soltanto indicazioni generiche, senza alcun obiettivo preciso.

I Verdi propongono invece di inserire nella legge obiettivi espliciti di riduzione del CO2, obiettivi in linea con quelli proposti nel rapporto 2018 dell’IPCC (gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) e che è stato presentato nel dicembre scorso alla conferenza internazionale sul clima di Katowice in Polonia, con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C.

I tre deputati Verdi chiedono di fissare per legge una riduzione del 45% delle emissioni di CO2 entro il 2030, rispetto al valore del 2010. In pratica ciò significa diminuire le emissioni di CO2 nei prossimi 10 anni del 31%, visto che dal 2010 ad oggi si è già riusciti a diminuire queste emissioni del 14%.

I deputati verdi chiedono inoltre una riduzione delle emissioni del 90% entro il 2050, sempre rispetto al volume del 2010, e di fare in modo che il Cantone diventi “climaticamente neutro” entro il 2040 “mediante compensazioni all’estero delle emissioni residue, per esempio tramite il sostegno a progetti di riforestazione”. Ricordiamo che il Piano Energetico Cantonale (PEC) prevede una diminuzione locale delle emissioni di CO2 del 40% entro il 2050, una percentuale assolutamente insufficiente per raggiungere l’obiettivo di limitare il riscaldamento del clima a 1,5°C.

Investire più soldi nel risanamento energetico degli edifici

Con una seconda proposta, una mozione pure firmata dai Verdi Maggi, Delcò-Petralli e Crivelli Barella, si chiede poi al governo cantonale il rinnovo del credito quadro cantonale a sostegno del programma edifici, dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili per il periodo 2021-2030 e si chiede di portare questo credito quadro a un minimo di 80 milioni di franchi.

Va ricordato che un credito quadro di 65 milioni di franchi era stato stanziato dal cantone nel 2011 a seguito dell’iniziativa popolare “Per il risparmio energetico e la riconversione energetica degli alloggi“ e che il credito viene a scadenza l’anno prossimo. Da notare che questo credito è stato la misura più efficace mai varata nel nostro cantone per la riduzione delle emissioni di CO2. Infatti il settore edifici è l’unico ad aver diminuito in modo sostanziale queste emissioni.

Le proposte dei Verdi del Ticino rappresentano il contributo locale alla soluzione di un problema globale, che può essere risolto solo se tutti s’impegnano ad assumersi la loro parte di responsabilità. Perché è inutile farsi illusioni: la Svizzera e il Ticino non saranno certo risparmiati dai fenomeni meteorologici estremi provocati dal riscaldamento climatico, fenomeni come uragani, siccità, incendi di boschi, giornate canicolari e inverni senza neve. Le prime avvisaglie di queste manifestazioni le subiamo già oggi e, se vogliamo evitare che la situazione finisca fuori controllo, dobbiamo agire molto in fretta, contribuendo in modo risoluto allo sforzo globale di riduzione delle emissioni di CO2.