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Dove la politica fallisce si fa appello alla giustizia

Articolo del 24 febbraio 2019

Crescono i procedimenti giudiziari nei confronti delle società minerarie e dei governi i cui politici fanno orecchio da mercante in tema di riscaldamento climatico

In Australia gli ambientalisti sono appena riusciti a bloccare per via giudiziaria l’apertura dell’ennesima miniera di carbone. Per il giudice Brian Preston, che ha emesso il verdetto, il costo dell'impatto di questa miniera sul clima sarebbe stato molto più elevato dei vantaggi economici e sociali che la stessa avrebbe portato alla comunità.

Anche negli Stati Uniti una decina di città, cinque contee e uno degli stati federali hanno intentato un processo contro le maggiori compagnie petrolifere, accusate di vendere prodotti che danneggiano il clima e di imbrogliare i loro clienti nascondendo loro l’effetto che i loro prodotti hanno sul clima. Sempre negli Stati Uniti un altro processo, anch’esso contro le società petrolifere, è stato intentato da 21 giovani, i quali chiedono per gli stessi motivi citati sopra la sospensione dello sviluppo dell’estrazione di combustibili fossili.

Altri processi analoghi sono in corso nel Canada, nei Paesi Bassi e in Irlanda. Comune a tutte queste iniziative giudiziarie è la richiesta di un’azione più ambiziosa da parte dei rispettivi governi in materia di lotta al riscaldamento climatico.

In Francia una petizione lanciata da quattro ONG (Fondation pour la nature et l’homme, Notre Affaire à tous, Greenpeace e Oxfam) e sostenuta da moltissime personalità è stata firmata da oltre 2 milioni di cittadini. Essa chiede di processare il governo francese per la sua mancanza d’azione contro il riscaldamento climatico.