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Microplastiche anche nell’acqua che beviamo

Articolo del 03 febbraio 2019

Uno studio effettuato dall’Università dell’Illinois ha rivelato che le microplastiche inquinano oramai anche le nostre riserve di acqua potabile

Nel corso della ricerca sono stati analizzati 17 campioni di acqua provenienti da altrettante sorgenti e stazioni di captazione di acqua da falde freatiche. 16 di questi campioni contenevano particelle di microplastica e uno solo ne è risultato privo. Nei campioni sono state trovate fino a 15 particelle di microplastica per litro di acqua, una concentrazione che equivale grosso modo a quella delle acque di superficie. Le particelle sono talmente piccole da non essere filtrate dal terreno e finiscono dunque direttamente nell’acqua potabile. Ad aggravare la situazione è il fatto che nei campioni di acqua potabile sono state trovate anche tracce di farmaci e di altre sostanze usate nelle economie domestiche.

Gli effetti delle microplastiche e delle tracce delle sostanze sopra citate sulla salute umana sono stati finora poco studiati. Quel che si sa è che hanno effetti negativi sui pesci e sugli organismi che vivono nei terreni.

Da notare che una ricerca effettuata recentemente dal laboratorio marino della University of Exeter and Plymouth sull’apparato digestivo di una cinquantina di corpi di mammiferi marini (foche, delfini, balene, ecc.) arenatisi sulle spiagge britanniche ha rivelato che tutti, senza alcuna eccezione, contenevano plastiche e microplastiche. Oltre il 60% di questa plastica era composto da nylon proveniente da reti da pesca, da microfibre di vestiti e da setole di spazzolini da denti. Il resto era composto in prevalenza da polietilene tereftalato, il cosiddetto PET, e da poliestere.