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Residui di plastica nell’urina di quasi tutti i bambini

Articolo del 14 settembre 2019

Sono estremamente allarmanti i riscontri fatti analizzando campioni di urina di 2'500 bambini e giovani in età fra i 3 e i 17 anni: quasi tutti contengono residui di plastica e in un quarto dei campioni analizzati si riscontrano addirittura valori superiori ai limiti di legge 

L’analisi è stata effettuata da specialisti del Robert-Koch-Institut, uno degli istituti di ricerca più rinomati al mondo. In quasi tutti i campioni di urina sono stati riscontrati residui di plastica in particolare di ammorbidenti. I ricercatori hanno cercato in particolare la presenza nell’urina di 15 sostanze utilizzate nella produzione della plastica, per alcune delle quali non esistono nemmeno valori limite legali.

Rispondendo a una richiesta di chiarimenti da parte del partito dei verdi tedeschi, Marike Kolossa-Gehring, direttrice della sezione tossicologia dell’Agenzia Federale Tedesca dell’Ambiente e coautrice dello studio, ha dichiarato che le analisi mostrano chiaramente che con la crescita della produzione di plastica, cresce anche la presenza di componenti della plastica nel corpo delle persone, in particolare in quello dei bambini. Fra i più colpiti sono proprio i bambini fra i 3 e i 5 anni, nell’urina di ¼ dei quali sono state trovate quantitativi di sostanze pericolose provenienti dalla plastica superiori ai limiti di legge. Fra queste ultime desta in particolare preoccupazione la presenza di acido perfluoroottanoico (PFOA), un acido di sintesi il cui sale, il perfluoroottanoato, viene usato nella produzione di polimeri. All’origine di questo “inquinamento umano” sono sospettati in particolare i giocattoli di plastica e i vestiti in fibre sintetiche, ma anche residui di plastica di ciucci, peluche, cannucce bottigliette e altro.

Danni permanenti non esclusi

Le plastiche sono dei polimeri artificiali prodotti a partire dal petrolio. Per conferire loro le caratteristiche desiderate nel processo di fabbricazione vengono aggiunti diversi additivi, fra cui: ammorbidenti, stabilizzatori, ritardanti di fiamma, riempitivi, ecc. Diverse di queste sostanze influiscono direttamente sul nostro sistema ormonale, come ad esempio il bisfenolo contenuto nei policarbonati, oppure sono tossiche, come l’acetaldeide e il triossido di diantimonio contenuti nel PET delle nostre bottigliette di plastica oppure ancora le diossine prodotte dallo smaltimento del PVC.

Per intanto l’effetto sulla salute e sullo sviluppo dei bambini della somma di tutti questi inquinanti non è ancora nota. Mancano infatti ancora analisi e studi approfonditi. Quel che si sa già oggi, è comunque che il PFOA, che troviamo negli indumenti outdoor, è una sostanza tossica per il fegato e l’apparato riproduttivo (fonte: Umweltbundesamt tedesco) e che sarà dunque vietato a partire dall’anno prossimo in tutta l’Unione Europea.