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Ecco come si muore di caldo estremo

Articolo del 07 luglio 2021

Le temperature record registrate in queste ultime settimane negli Stati Uniti e in Canada hanno provocato la morte di centinaia di persone. Ma che cosa succede realmente quando l’aria diventa più calda di un corpo umano?

Un’ondata di calore senza precedenti, che ha toccato i 49.6°C, ha colpito tutto l’occidente del continente nord-americano. Contemporaneamente in Siberia, a Nord del circolo polare artico, le temperature sono salite fino a 38°C, nel Nord della Norvegia la colonnina di mercurio ha superato i 34°C e in Finlandia, per l’esattezza in Lapponia, pure lei a nord del circolo polare artico, il termometro ha sorpassato i 33.5°C. In Germania, dove in passato si registravano in media solo 4 giornate consecutive di afa ogni estate, questa media negli ultimi due decenni è raddoppiata e addirittura triplicata nelle estati del 2018 e del 2019. Anche in Nuova Zelanda, dove attualmente è inverno, lo scorso mese di giugno è stato il più caldo di sempre e proprio in questi giorni le Nazioni Unite hanno confermato ufficialmente il record di temperatura massima di 18.3°C per il continente antartico, registrato l’estate scorsa.

Nel corso dell’ultimo secolo la temperatura media del nostro pianeta è salita di appena 1.2°C, ma ciò è già bastato a rendere le ondate di calore eccezionale sempre più intense, frequenti e mortali. Stando a uno studio internazionale coordinato dall'Università di Berna e dalla London School of Hygiene & Tropical medicine e pubblicato il 31 maggio su Nature Climate Change, fra il 1991 e il 2018 il surriscaldamento del clima è stato all’origine del 37% dei decessi legati alle ondate di calore. Con le temperature che aumentano sempre più vertiginosamente anche i decessi legati all’afa sono destinati ad aumentare.

Ecco che cosa succede al nostro corpo quando la temperatura aumenta

La temperatura corporea normale di un essere umano varia a seconda di molti fattori, tra cui l'età, il sesso e i livelli di attività di una persona. Quella di un adulto è di circa 37 °C, ma il livello base di ogni persona è leggermente diverso e può variare di qualche decimo di grado verso l’alto o verso il basso. Quando si misura la temperatura del corpo bisogna poi tener conto del punto in cui viene misurata. Le misurazioni rettali sono più alte e più vicine alla realtà di quelle orali o di quelle effettuate sotto l’ascella.

Comunque sia, si parla di febbre leggera quando la temperatura supera i 37°C, di febbre alta quando supera i 38°C e di febbre molto alta quando arriva a 39,5. Se la temperatura supera i 40.5°C è meglio chiamare un medico, perché a quella temperatura, viene compromesso anche il funzionamento del cervello. Inizia con un sordo mal di testa ed entro breve tempo si cade in uno stato confusionale, al quale può seguire un collasso, la perdita di conoscenza e il cervello può iniziare a gonfiarsi o subire un'emorragia.

Come si difende il nostro corpo dal calore eccessivo

Quando le temperature esterne si avvicinano o superano quella normale del corpo, il nostro cervello genera tutta una cascata di segnali destinati ad avviare delle misure difensive. In primo luogo, il cervello invia una serie di messaggi alle ghiandole sudoripare, ordinando loro di aumentare la produzione di sudore. Infatti il sudore, evaporando, sottrae calore al corpo. Ecco perché, quando si esce dalla piscina e il corpo ancora bagnato si sta lentamente asciugando, si percepisce un piacevole senso di frescura. 

Questo meccanismo funziona abbastanza bene se l’aria è secca, mentre se l’aria è molto umida l’evaporazione viene rallentata e lo stesso calore appare molto più opprimente. Stando a uno studio realizzato sotto la direzione del professore Radley Horton, ricercatore al Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University, il corpo umano è incapace di sopportare una temperatura esterna di 35° se l'umidità dell'aria supera il 95%. In queste condizioni possono morire anche persone giovani e sane.

Se quanto descritto sopra non basta, il cuore inizia a battere sempre più velocemente per pompare la maggior quantità possibile di sangue verso la pelle, parallelamente il flusso di sangue diretto al fegato, ai reni e all'intestino diminuisce. Questo perché il corpo cerca di rendere la pelle più calda dell'aria esterna, in modo da creare, attraverso la sudorazione, un fenomeno di convezione che evacui il calore verso l’esterno. A volte, questo processo basta da solo a creare grossi problemi a persone anziane o afflitte da malattie cardiache.

Che cosa è un colpo di calore

Se ciò non basta ancora per mantenere la temperatura corporea sotto i 41°C, si verifica quello che si chiama un colpo di calore. Ciò significa che il corpo dilata i vasi sanguigni periferici e devia così tanto sangue ricco di ossigeno verso la pelle, da soffocare letteralmente gli organi interni vitali, i quali non risultano più alimentati a sufficienza con ossigeno. È quello che si chiama un’ipossia degli organi interni. Per evitare danni irreversibili a organi come il cervello, il cuore, i reni e i muscoli occorre dunque intervenire in modo estremamente rapido. 

Quando la temperatura del corpo supera i 41°C si generano infatti alterazioni fisiologiche e biochimiche, che provocano tutta una serie di gravi scompensi, come ad esempio: insufficienza cardiaca, aritmia, edema cerebrale, crollo della pressione sanguigna, insufficienza renale acuta, sindrome da distress respiratorio, insufficienza epatica acuta, emorragie gastrointestinali, eccesso di potassio nel sangue, aumento del numero di globuli rossi in rapporto al volume di plasma, acidificazione del plasma, crollo dei trombociti nel sangue, crollo del livello di zuccheri nel sangue, presenza di proteine nell'urina. Insomma, uno sconvolgimento totale del corpo che, come è facile immaginare, porta rapidamente al decesso.

I sintomi di un colpo di calore

I primi sintomi di un colpo di calore possono essere nausea e vomito, pelle arrossata e talvolta la perdita della capacità di sudorazione. Seguono: respirazione e battiti cardiaci accelerati, mal di testa, vertigini, nausea, vomito, crampi muscolari, debolezza muscolare, offuscamento della vista, stato confusionale e perdita di conoscenza. Mentre il cervello lotta per rimanere sveglio, l'eccessivo calore interno combina disastri anche nell’intestino. La barriera gastrointestinale, quella che mantiene i batteri fuori dal flusso sanguigno, inizia a collassare, inondando il sangue di endotossine. A quel punto il corpo innescherà una risposta infiammatoria, la quale, se non trattata rapidamente, provoca il collasso a cascata degli organi interni e una morte quasi certa.

Bastano pochi gradi in più per rendere vaste zone inabitabili

Ecco perché vaste zone del nostro pianeta, anche solo di pochi gradi più calde di oggi, possono finire col diventare ostili alla sopravvivenza del genere umano. Quanto successo in Europa e in Svizzera nell'estate 2003 dovrebbe suonare come un campanello d'allarme per tutti noi. Allora una lunga e intensa ondata di caldo colpì il nostro continente. In Svizzera, nella località grigionese di Grono, la colonnina di mercurio segnò 41.3°C, il valore più alto di sempre. In Europa quella canicola provocò la morte di 70'000 persone, un migliaio delle quali in Svizzera.