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CALIFORNIA: quando riscaldamento climatico rima con scappare dalle fiamme

Articolo del 29 ottobre 2019

È un'atmosfera surreale e apocalittica, quella che si respira in questi ultimi giorni in California. Alimentati da venti di una violenza storica, numerosi incendi di boschi stanno devastando quello che gli americani chiamano il Golden State, causando evacuazioni di massa e blackout che fanno piombare nel buio per ore e giorni milioni di persone

Se ne contano oltre una quindicina e portano nomi come: Kincade Fire, Tick Fire, Getty Fire, Sonoma Fire e sono arrivati fin nei sobborghi di San Francisco e di Santa Rosa, nel Nord della California, e in quelli di Los Angeles nel sud. Gavin Newsom, il governatore della California, s’è visto costretto a dichiarare lo stato d’emergenza, mentre l’allarme rosso è scattava in almeno 43 delle 58 contee del Golden State.

In fumo una superficie di bosco pari a un campo da calcio ogni 3 secondi

Il fatto è che questa volta, alla siccità estrema, sono venuti ad aggiungersi venti con una forza da uragano, venti che hanno sollevato una vera e propria muraglia impenetrabile di fuoco e fumo, con fiamme alte fino a 40 metri, il che rende le operazioni di spegnimento quasi impossibili. Portate dalle violentissime raffiche, le fiamme avanzano infatti rapidissime divorando una superficie pari a 30 campi da calcio al minuto. Un pompiere l’ha descritto così: “il fuoco è così caldo che i tronchi esplodono letteralmente, proiettando nel cielo i loro frammenti incandescenti, è come se un immenso vortice di fiammiferi accesi si spargesse su tutto il territorio”.

Sono notizie drammatiche, quelle che ci giungono in questi giorni dalla California

Il Kincade Fire, sviluppatosi nei pressi della baia di San Francisco ha già distrutto un territorio di oltre 200 km2, costringendo le autorità ad evacuare in fretta e furia 200'000 persone e lasciandone oltre un milione senza corrente. Ma dove alloggiare tutte queste persone? Gli alberghi hanno annunciato fin da subito il tutto esaurito, molti sono stati costretti a passare le notti nelle loro automobili, altri più fortunati hanno trovato rifugio da amici e parenti. Chiuse anche le fabbriche e i servizi. La contea di Sonoma, ad esempio, è stata costretta a chiudere tutte le sue 40 scuole pubbliche.

Molto più a Sud, lungo la superstrada numero 405 che porta a Los Angeles, è scoppiato lunedì mattina il Getty Fire, un’incendio che s’è sviluppato in modo rapidissimo, assediando Bel Air, Westwood e Brentwood, i quartieri abitati dalle élite e da celebrità come Arnold Schwarzenegger e LeBron James, molte delle quali hanno avuto solo 15 minuti di tempo per fare le valige e scappare in zone più sicure. Gli studenti e i professori della Saint Mary’s University, sono stati svegliati in piena notte, alle 2:30, e hanno appena avuto il tempo di gettare laptop, telefonini e caricatori nei loro zaini prima di darsela a gambe. Anche il Getty Museum, situato su una collina alle porte di Santa Monica e che con le sue 125'000 opere d’arte e la sua biblioteca di 1,4 milioni di volumi è considerato una delle collezioni più ricche e prestigiose al mondo, s’è trovato circondato dalle fiamme e ha dovuto essere protetto da ben 600 pompieri.

La nuova normalità per 40 milioni di residenti

Un decennio di siccità ha messo in ginocchio la California. Nell'ultimo anno, le temperature hanno raggiunto picchi finora sconosciuti. La scorsa estate, nella contea di Fresno, si sono oltrepassati per 26 giorni consecutivi i 38°C. Anche gli inverni sono diventati sempre meno rigidi: lo scorso inverno, nella Sierra Nevada, che fornisce circa il 30% di tutta l’acqua consumata in California, il manto nevoso è sceso a livelli che non si registravano a memoria d’uomo, lasciando senz’acqua centinaia di piantagioni. Per gli esperti si tratta chiaramente dell’effetto del riscaldamento climatico.

Anche le infrastrutture sono al collasso: la Pacific Gas & Electric, il maggiore distributore californiano di elettricità, è oramai in bancarotta. Troppi gli incendi causati dalle sue istallazioni vetuste e difettose e troppe le richieste miliardarie d'indennizzo. È per questo che, in caso di pericolo d’incendio la PG&E taglia semplicemente la corrente ai suoi utenti, lasciandoli al buio, senza televisione, senza internet, senza collegamento telefonico e dunque senza la possibilità d’informarsi in tempo sui pericoli che stanno correndo, un fatto che s’è rivelato fatale in più d'una occasione. Ecco perché nei giorni scorsi, in assenza di corrente elettrica, le autorità della contea di San Diego hanno dovuto far ricorso a elicotteri muniti di altoparlanti per informare la popolazione sull’ordine d’evacuazione.

Una lezione anche per il Ticino 

Finora, nel nostro cantone, ci si è sentiti al sicuro, ma anche qui da noi gli inverni diventano sempre più miti, i ghiacciai fondono e la neve cade sempre più di rado, mentre le estati si fanno sempre più torride. Anche qui da noi c’è un vento caldo e secco che a volte soffia in modo estremamente violento da Nord a Sud: il favonio. I climatologi ci prospettano poi per i prossimi decenni un clima sempre più simile a quello che vige oggi sulla costa Sud del Mediterraneo. Lo scenario di un’estate e di un autunno particolarmente secchi, di una settimana di violento favonio e del classico fumatore sbadato, che getta via il mozzicone della sua sigaretta senza spegnerlo, è quindi tutt’altro che improbabile.