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I negazionisti del riscaldamento climatico alzano il tiro

Articolo del 06 ottobre 2019

Greta Thunberg: “incubo populista” (Bjorn Ulvaeus / ABBA), “caso di infanzia sfruttata” (Rodolfo Casadei), “esempio di massima ingratitudine” (Francesco Battaglia, professore di chimica-fisica), “Rompiballe” (Vittorio Feltri), “Gretina” (Libero), “svedesina” (Bernard Pivot, giornalista francese) “manichino del dissenso pilotato” (Diego Fusaro, saggista e opinionista), “bimba malata e sfruttata” (Gergely Gulya, vice premier ungherese) “una pedina” (Vladimir Putin), “mocciosa viziata” (Jeremy Clarkson, conduttore televisivo UK), “Giovani, non lasciatevi ingannare” (radio Maria), “una faccia odiosa” e “spero che uno psicopatico la abbatta” (Bernard Chenebault, facoltoso imprenditore francese). Ecco alcune “perle” del bashing mediatico che si è abbattuto in queste ultime settimane sulla giovane attivista climatica svedese.

L’emozionale «how dare you» (come osate!) di Greta Thunberg all’ONU ha scatenato una vera e propria ondata di odio in rete, un odio di cui si nutrono anche gli autori di numerosi articoli apparsi in queste settimane in certa stampa e che continuano a minimizzare la portata del surriscaldamento del clima. A traghettare le opinioni di questi negazionisti climatici qui da noi in Ticino è in particolare il Corriere del Ticino, il cui direttore Fabio Pontiggia continua imperterrito a ripetere  che “non corrisponde al vero che ci sia unanimità o quasi unanimità tra i climatologi” e che paragona a una “caccia alle streghe” il fatto di mettere in dubbio le credenziali di quello sparuto gruppetto di climatologi, che, contro ogni evidenza, continua ancora oggi ad affermare o che il riscaldamento del clima è una favola, o che, se c’è, si tratta di un fenomeno perfettamente naturale contro il quale la nostra società non può fare nulla.

Chi sono gli “autorevoli” scienziati che negano il ruolo dell’uomo nel surriscaldamento del clima

A sostegno delle loro tesi gli articolisti citano spesso “autorevoli” scienziati, guardandosi bene tuttavia dal verificarne le credenziali. Spesso viene ad esempio citata la petizione consegnata nel giugno scorso da un gruppo di “scientifici” della vicina Italia al presidente della repubblica Mattarella, al presidente del consiglio e ai presidenti del senato e della camera dei deputati, una petizione firmata 500 cittadini in cui si afferma che l’origine antropica del riscaldamento globale sarebbe una “congettura non dimostrata” e in cui si chiede di non aderire “a politiche di riduzione acritica della immissione di anidride carbonica in atmosfera con l’illusoria pretesa di governare il clima”.

Ma chi sono i 91 promotori “scientifici” di questa petizione? Ci siamo presi la briga di verificare le loro credenziali. Ci sono per cominciare una ventina di geologi, vulcanologi e sismologi, una manciata di fisici, un’altra manciata di astronomi e astrofisici, 6 specialisti di fisica e impiantistica nucleare, 11 fra ingegneri e matematici, 3 medici, 3 chimici, 6 specialisti di energia e di risorse minerarie, tre dei quali impiegati da agip/eni, poi un urbanista, un agronomo, un geografo, un patologo vegetale, uno specialista di fluidodinamica e uno di telerilevamento, uno di interferometria satellitare e un altro di struttura della materia, ecc. Di scientifici che hanno a che fare col clima ne abbiamo trovati solo 5. Ecco chi sono:

Franco Prodi, Professore di Fisica dell’Atmosfera all’Università di Ferrara, che in un’intervista a Repubblica ha dichiarato “in questi 50 anni il clima in Italia è cambiato davvero poco”.

Nicola Scafetta, Professore di Fisica dell’Atmosfera e Oceanografia all’Università Federico II di Napoli, che dichiara: “Spacciare il CO2, cioè il cibo delle piante, come un pericoloso inquinante è stata la strategia politica dell’amministrazione Clinton-Gore e dei suoi alleati europei”.

Giuliano Ceradelli, Ingegnere, consulente indipendente nel campo dell’energia e autoproclamato climatologo, che tuttavia non ha pubblicato nessuno studio scientifico in materia. Ecco cosa dice Ceradelli: “L’IPCC, la sinistra ed inquietante setta sopranazionale di burocrati che confeziona quei turgidi rapporti ogni cinque anni sull’andamento del riscaldamento globale sta per emettere l’ennesimo inutile tomo di questa non troppo spensierata favola, che evidentemente eviterà di menzionare che negli ultimi 16 anni non si è rilevato alcun riscaldamento globale”.

Adriano Mazzarella, Professore associato di Meteorologia e Climatologia all’Università Federico II di Napoli. Mazzarella è un accanito sostenitore della teoria secondo cui l’attuale fase di incremento della temperatura planetaria sarebbe imputabile in primis all’attività solare, che indurrebbe delle variazioni periodiche alla velocità della rotazione terrestre e della durata del giorno, e non a cause antropiche. Secondo Mazzarella Greta Thunberg sarebbe “strumentalizzata da un’operazione di marketing molto ben orchestrata, dalla quale sicuramente qualcuno trae profitti non trascurabili”.

Roberto Madrigali, volto noto di Tv9 e autoproclamato meteorologo. Madrigali è l’autore della teoria astro-climatologica secondo cui sarebbe la forza di gravità esercitata dalla Luna ad influenzare il jetstream, il vento d’alta quota che circola nella troposfera provocando alterazioni climatiche. Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, tuttavia, per potersi definire meteorologo, come lo fa Madrigali, servono ben altri requisiti, a partire da una formazione certificata in materia di climatologia.

Teorie confutate dai fatti

Le teorie sul cambiamento climatico che circolano in questi ambienti sono le più svariate. Secondo taluni il clima si scalderebbe a causa delle emissioni dei vulcani, solo che secondo uno studio appena pubblicato dal Deep Carbon Observatory, un team internazionale composto da 500 ricercatori, le attività umane sono responsabili dell’emissione di oltre 37 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno, 100 volte di più di quanto ne espellano tutti i vulcani della terra nello stesso lasso di tempo.

Altri affermano che le emissioni di CO2 prodotte dall’uomo sono troppo limitate da avere un impatto sul clima. Attualmente l’atmosfera del nostro pianeta contiene 3120 miliardi di tonnellate di CO2 (2017) e noi ne aggiungiamo ogni anno 37 miliardi. Dall’inizio dell’industrializzazione l’uomo ha emesso ben 2300 miliardi di tonnellate di questo gas a effetto serra, meno della metà delle quali sono state riassorbite dagli oceani e dagli ecosistemi terrestri, ecco perché la concentrazione di CO2 nell’atmosfera è salita in 150 anni da 280ppm a 415ppm (+48%) e col CO2, come si sa fin dal lontano 19° secolo, sale anche la temperatura.

Altri ancora pretendono invece che l’attuale riscaldamento del clima sia dovuto all’aumento dell’attività solare. Certo, i cicli solari, che durano in media 11 anni, hanno un influsso sulla temperatura, ma l’ultimo ciclo solare, il ciclo solare 24 terminato nel 2018, è risultato essere nettamente più debole dei precedenti, addirittura il più basso dal cosiddetto Minimo di Dalton, il periodo di bassa attività solare che durò dal 1790 al 1830, eppure sulla terra non ha mai fatto così caldo da quando si misurano le temperature come negli ultimi 10 anni. Ricordiamo che durante il Minimo di Maunder (1645-1715), il più estremo mai osservato negli ultimi due millenni, le temperature in quasi tutto l’emisfero Nord diminuirono di quasi un grado rispetto a quelle relative ad un periodo di attività solare normale. A chi credesse ancora che un grado in più o in meno abbia poca importanza è utile ricordare che in quegli anni si registrarono ad esempio: l’espansione dei ghiacciai alpini fino a valle, la presenza di ghiaccio marino a Sud dell’Artico, il congelamento dei canali dei Paesi Bassi, ecc. Quel prolungato periodo di freddo provocò inoltre danni catastrofici ai raccolti, causando carestie ed epidemie.

Il 98% dei climatologi sono categorici: a scaldare il clima è il CO2 prodotto dall'uomo

Ma quale credibilità hanno questi pseudo-scienziati? Secondo un’inchiesta di PNAS, la rivista della National Academy of Sciences, il 98% dei climatologi è concorde sul fatto che l’attuale riscaldamento globale è di origine umana. Per arrivare alla sua conclusione la National Academy of Sciences si diede la pena di spulciare 12’000 articoli scientifici sul clima pubblicati su riviste scientifiche di tutto il mondo nel ventennio che va dal 1991 al 2011. Ebbene già allora il 97% di questi articoli concordavano sul fatto che il riscaldamento del clima è dovuto all’uomo, mentre nel restante 3% di articoli contrari furono riscontrati numerosi errori metodici, gravi lacune scientifiche e l’occultamento di dati non conformi alle opinioni degli autori. PLOS ONE, la prestigiosa rivista della Public Library of Science che pubblica solo articoli passati per una cosiddetta “peer review”, ossia sottoposti prima della loro pubblicazione a verifica da parte di membri di pari grado della comunità scientifica, ebbene PLOS ONE scriveva già nel 2015: “The scientific consensus that human activities are the primary driver of global climate change is now unequivocal”, in italiano: “il consenso scientifico circa il fatto che le attività umane sono il principale motore del cambiamento climatico è ora inequivocabile”.

E concludiamo. Secondo l’Unesco ci sono ben sette milioni di scienziati nel mondo, abbastanza per poterne sempre trovare qualche centinaio che non hanno paura del ridicolo e che, dimenticando Galileo, Darwin, e le regole basilari della fisica, della chimica e della geografia, sostengono teorie che sono state confutate da tempo, come il terrapiattismo, l’antivaccinismo, il creazionismo, il complottismo, le scie chimiche, ecc.