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La metà degli USA è confrontata a un inizio d’estate da apocalisse

Articolo del 28 giugno 2021

La National Rewiew l’ha definita “Siccità di proporzioni bibliche”, Live Science e Reuters di “Estate apocalittica”

Dire che fa caldo negli Stati Uniti nord-occidentali e nel Canada occidentale è un eufemismo. Lo scorso weekend le temperature sono salite a livelli mai visti finora in questa parte del globo e, stando ai meteorologi, il picco non è ancora stato raggiungo. A Portland si sono misurati 44 gradi e mezzo, a Seattle 40° e anche nella British Columbia, lo stato canadese che s’affaccia sull’Oceano Pacifico, si sono registrate temperature dai 15 ai 25°C al di sopra della media stagionale, con Lytton che ha toccato i 46.6°C. Il precedente record canadese, registrato negli anni ’30 nello stato Saskatchewan, era di 45°C. L’ondata di calore ha raggiungo anche le parti più settentrionali del Canada: a Fort Liard, nei Northwest Territories, la colonnina di mercurio ha sfiorato i 33°C.

In diverse città della regione sono stati istallati rifugi refrigerati d’emergenza per le persone più vulnerabili e per prevenire ospedalizzazioni e morti dovuti a colpi di calore. A Seattle, ad esempio, ne sono stati istallati una trentina in diversi luoghi della città, tra cui centri per anziani, centri comunitari e biblioteche. Altrove sono state chiuse scuole, interrotti trasporti pubblici, mentre alla popolazione è stato chiesto di non uscire di casa nelle ore più calde e di fare un uso parsimonioso degli impianti di climatizzazione per evitare il collasso della rete di erogazione dell’energia elettrica.

Un circolo vizioso di ondate di calore e siccità

Attualmente circa il 90% dell'Ovest degli Stati Uniti soffre di siccità, di cui il 55% affronta quella che i climatologi definiscono una siccità estrema o eccezionale. Questa siccità è esacerbata da un susseguirsi di ondate di calore estremo che, oltre ad aggravare l'essiccazione della vegetazione e del suolo, aumentano anche il pericolo di incendi. Quella che colpisce attualmente l’ovest degli Stati Uniti è la peggiore siccità da quando gli immigrati bianchi hanno iniziato a colonizzare questa zona ed è la siccità più lunga da quando sono stati fondati gli Stati Uniti. Essa dura oramai da 22 anni ed è dovuta principalmente al surriscaldamento del clima, provocato dall’utilizzo massiccio di combustibili fossili. Infatti in questi ultimi decenni, negli stati occidentali degli USA, le precipitazioni nevose invernali si sono trasformate in pioggia, mentre le temperature primaverili sempre più calde hanno portato a una maggiore evaporazione, riducendo massicciamente la portata dei fiumi in primavera e in estate. Si tratta di una specie di circolo vizioso: mente in condizioni normali di umidità, l'energia solare facendo evaporare l'acqua rinfresca l’atmosfera, in condizioni di siccità l’energia del sole non può andare da nessun’altra parte e finisce col riscaldare direttamente il suolo, peggiorando ulteriormente la siccità e facendo aumentare le temperature ancora più rapidamente. Si crea così una situazione di alta pressione stazionaria che è la causa degli attuali primati di temperatura.

Ad essere maggiormente colpiti da questa ondata di calore e siccità sono il Nuovo Messico, l’Arizona, il Colorado meridionale, lo Utah, il Nevada orientale, la California settentrionale, come pure parti dell’Oregon e dello stato di Washington. Val la pena qui ricordare i devastanti incendi che hanno colpito l'anno scorso la regione, causando oltre 40 morti e un migliaio di feriti. Nella sola California questi incendi hanno distrutto oltre 400'000 ettari di boschi, causando danni per 10 miliardi di dollari.

La siccità compromette la sicurezza alimentare

La California produce circa i due terzi dell'offerta statunitense di verdura e circa un terzo delle noci e della frutta, ma come abbiamo visto la California non è l’unico stato dell’unione colpito dalla siccità, la quale si estende oramai all’intero ovest degli Stati Uniti. Ciò rappresenta un sacco di cibo e non è scontato che gli Stati Uniti saranno in grado sul lungo termine di compensare il calo della loro produzione agricola, importando derrate alimentari dall’estero. Gli americani non sono infatti gli unici a subire gli effetti deleteri del surriscaldamento del clima.

La situazione è destinata a peggiorare

Per essere precisi, non sono le emissioni di CO2 o di metano a riscaldare la Terra, ma questi due gas assieme ad altri, come il vapore acqueo, rendono l'atmosfera più capace di intrappolare sulla terra il calore che proviene dal sole. Una volta che questi gas sono nell'atmosfera, essi continueranno a riscaldare la Terra per molti secoli. Fintanto che seguiteremo dunque a bruciare carbone, benzina, diesel, olio da riscaldamento e gas fossile, il contenuto di anidride carbonica nell'atmosfera continuerà a salire e con esso aumenterà anche la capacità dell’atmosfera di intrappolare il calore. Da un paio di settimane sappiamo che oggi l'atmosfera è due volte più capace di intrappolare il calore rispetto a quindici anni fa. A costatarlo non sono stati i soliti ambientalisti, bensì la NASA e la NOAA, la National Oceanic and Atmospheric Administration, in un allarmante studio, pubblicato nella rivista scientifica Geophysical Research Letters sotto il titolo “Satellite and Ocean Data Reveal Marked Increase in Earth's Heating Rate “.

Purtroppo, non solo siamo ancora lontanissimi dall’obiettivo zero emissioni di gas serra, ma non abbiamo nemmeno iniziato a ridurle e le nostre emissioni continuano addirittura ad aumentare.