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Cosa ci accomuna all’orso polare? … La perdita di habitat

Articolo del 14 marzo 2019

Chi pensa che le regioni artiche e antartiche siano lontane e che riguardano solo qualche orso polare, renna o pinguino ha torto. Le regioni polari sono certamente lontane dal punto di vista geografico, ma quel che succede lì ha conseguenze pesanti per tutti noi

La NOAA, ossia la National Oceanographic and Atmospheric Administration americana, ha pubblicato qualche mese fa un rapporto in cui, fra le moltissime altre cose, si illustrano gli effetti delle ondate di calore che hanno colpito l’artico nell’ultimo inverno. Normalmente il cosiddetto vortice polare, un’area di bassa pressione stazionata sul polo nord, mantiene in quel luogo il grande freddo dell’inverno polare. Con il massiccio aumento delle temperature medie ai poli (sono aumentate di 4°C in soli 10 anni) questo vortice sempre più spesso si rompe generando una serie di vortici secondari che scivolano più a Sud sul Nordamerica, sull’Asia e sull’Europa, portando con sè i venti gelidi che di norma rimanevano ai poli. Ecco spiegata l’ondata di freddo polare con fino a 46°C sotto zero che ha colpito quest’inverno gran parte degli Stati Uniti, dove ha fatto molto più freddo che al polo Nord.

Questo è solo uno degli effetti di quel che sta succedendo nelle regioni polari. Uno studio pubblicato qualche settimana fa dalla First Street Foundation rivela che sulla costa est degli Stati Uniti sono andati distrutti in una dozzina di anni, per via dell’innalzamento del livello dei mari, proprietà fondiarie per la “modesta” somma di 16 miliardi di dollari, e siamo solo all’inizio della fusione dei ghiacciai della Groenlandia e dell’Antartide.

Un altro rapporto, pubblicato dall’Urban Land Institute, una rete internazionale di esperti in materia fondiaria e di utilizzazione del territorio, fa notare che importantissimi centri economici come New York, San Francisco; Seattle sono particolarmente vulnerabili all’innalzamento del livello dei mari e alle sempre più violente mareggiate, dovute alla crescente forza devastatrice degli uragani.

Non è dunque un caso se gli economisti e gli investitori americani, e non solo loro, appaiono sempre più preoccupati dagli effetti del riscaldamento climatico. Anche il World Economic Forum di Davos considera da oramai 3 anni il Global Warming il principale pericolo che sovrasta l’economia mondiale.