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La Louisiana sta sprofondando nel mare al ritmo di un campo di calcio all’ora

Articolo del 03 marzo 2019

Il riscaldamento climatico comincia a preoccupare anche i Repubblicani, infatti uno stato da loro gestito, la Louisiana, sta letteralmente sprofondando nel mare

Garret Graves, deputato repubblicano al congresso, è preoccupato: la sua Louisiana sta sprofondando sempre più velocemente nel mare. Graves è uno dei pochi repubblicani che prendono sul serio gli allarmanti avvertimenti lanciati dalla scienza sull’evolvere del riscaldamento climatico. Le regioni costiere della Louisiana stanno infatti perdendo ogni ora una superficie pari a quella di un campo di calcio.

Tutti ricorderanno il drammatico allagamento di New Orleans durante l’uragano Katrina che devastò le coste del Golfo del Messico nel 2005. Allora il mare ruppe le dighe di protezione della città. sommergendo gran parte dei quartieri con fino a 7 metri di acqua e costringendo centinaia di migliaia di abitanti alla fuga, mentre la città sprofondava nel caos causato da bande di saccheggiatori armati. Katrina è stato solo un primo avvertimento su quello che il riscaldamento climatico riserva a molte zone costiere del mondo.

L’uragano Katrina è stato l’esempio perfetto di quello che il “Global Warming” ha in serbo per l’uomo. Molte delle nostre maggiori città e metropoli sono infatti situate in riva ai mari e agli oceani, dove l’effetto del riscaldamento della nostra atmosfera avrà, e in parte ha già, gli effetti più devastanti. C’è per cominciare l’aumento del livello dei mari dovuto da un lato all’espansione in volume dell’acqua  (il volume dell’acqua cresce con la sua temperatura), dall’altro vi è la fusione dei ghiacciai artici e antartici che immette negli oceani quantitativi sempre maggiori di acqua. Vi è poi l’aumento d’intensità degli uragani, dovuto alle sempre maggiori quantità di energia calorica assorbite dagli oceani. Questi uragani provocano mareggiate di dimensioni mai viste in passato, ma anche piogge molto più intense sulla terraferma, basta ricordare quei quasi due metri di acqua versati dall’uragano Harvey nelle vicinanze della città di Houston in meno di 4 giorni nel 2017, acqua che ha provocato inondazioni di dimensioni mai viste prima. Vi è infine un terzo fenomeno che contribuisce ad aggravare la situazione in certe zone costiere, ossia l’abbassamento delle terre emerse. Le ragioni di questo fenomeno non sono ancora molto chiare, ma sembra che l’aumento del livello dei mari, che incrementa anche la pressione esercitata dall’acqua sui fondali, provochi l’innalzamento di certe zone e l’abbassamento di altre. Quest’ultimo è il caso della Louisiana, dove innalzamento del mare e abbassamento della terra si coniugano con effetti devastanti per le zone costiere, le quali perdono ogni anno oltre 60 milioni di metri quadrati di superficie.