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L’estate è appena iniziata e già è bollente

Articolo del 02 luglio 2020

Dopo le ondate di calore che hanno colpito l’anno scorso l’emisfero Sud, anche in quello settentrionale i record di temperature stanno cadendo come birilli. Gennaio 2020 è stato il più caldo di sempre a livello mondiale, in Europa con +3,1°. Febbraio è stato il 2° febbraio più caldo mai registrato, idem dicasi per i mesi di marzo e aprile. Lo scorso mese di maggio è stato il maggio più caldo di sempre e, stando alle previsioni rilasciate dai meteorologi del Met Office britannico, le temperature medie globali saranno nel 2020 di 1,1°C superiori rispetto alla media preindustriale

Martedì scorso il Centro Idro-Meteorologico russo ha confermato ufficialmente il nuovo record di temperatura di 38°C, registrato lo scorso 20 giugno a Verchojansk, in Siberia, a Nord del circolo polare artico. Sempre martedì è stato pubblicato uno studio di un gruppo di ricercatori dal titolo “Holocene global mean surface temperature”, nel quale vengono ricostruite le temperature al suolo degli ultimi 12'000 anni e dal quale risulta che le temperature attuali sono le più calde di tutto l’olocene, l'epoca geologica più recente, quella in cui ci troviamo e che ha avuto il suo inizio circa 11 700 anni fa con la fine dell’ultima era glaciale, l'era, per intenderci, in cui è iniziata la storia della civiltà umana.

Per ricostruire le temperature dei secoli e dei millenni in cui non vi erano ancora termometri, i paleoclimatologi hanno fatto ricorso a cosiddetti “proxy records”, ossia indicatori indiretti, come dati storici, anelli di crescita degli alberi, carote di ghiaccio estratte da ghiacciai, pollini fossili, sedimenti lacustri e oceanici, coralli, il cui scheletro di carbonato di calcio contiene isotopi e tracce di metalli che permettono di risalire alle temperature vigenti del periodo in cui sono cresciuti.

Un inverno in media 5°C più caldo del normale

Il fatto è che l’intero ultimo inverno siberiano è stato il più caldo di sempre, in media 5°C sopra la normale di stagione (media 1981-2010), e che a Verchojansk le temperature hanno superato i 30°C ogni giorno, dal 18 fino al 28 di giugno. Attualmente a Nord del circolo polare artico l’ondata di calore continua, tanto che anche in un’altra località situata ancora più a settentrione, a 724 km a Nord del circolo polare, il termometro ha sfiorato in questi giorni i 34°C, quando in quel luogo la temperatura stagionale normale si situa attorno ai 7°C.

Stando a Gavin Schmidt, direttore del NASA Goddard Institute for Space Studies, negli ultimi decenni l’Artico s’è riscaldato 3 volte più in fretta del resto del globo, e ciò perché la scomparsa della neve e del ghiaccio, che normalmente rispediscono nello spazio buona parte dei raggi del sole, rende il terreno più scuro, permettendogli di assorbire molto più calore.

Le ondate di calore non si limitano alla Siberia. Sulle rive della Hudson Bay, nel Canada centrale, le temperature sono salite questa settimana al disopra dei 32 gradi, ciò mentre nel Nord della Norvegia si scia in costume da bagno sui ghiacciai con temperature di oltre 30°C.

Anche gli Stati Uniti nella morsa del caldo

Da gennaio di quest'anno, in Florida, tre città, fa cui la capitale Miami, hanno registrato ben 121 primati di calura e uno solo di freddo. Proprio in questi giorni le televisioni americane hanno lanciato un nuovo allarme. “Texas weather: a potentially deadly weather pattern is setting up”, un fenomeno meteorologico potenzialmente letale si sta installando in Texas, ha titolato nelle scorse ore la CNN annunciando un’ondata di calore estremo in tutto il centro-sud degli Stati Uniti, un'ondata potenzialmente fatale per le persone fragili . Stando ai meteorologi, a Dallas, una delle città più popolose degli Stati Uniti, le temperature raggiungeranno picchi simili a quelli della Death Valley. Già all’inizio della settimana, in città come San Antonio, Lufkin e Victoria, le temperature notturne non sono più scese al disotto dei 27°C, segnando tutta una serie di nuovi primati. Cosa che molti non sanno: le ondate di afa causano ogni anno negli USA tre volte più morti di uragani e tornados messi assieme. Ecco perché Missouri, Texas, Oklahoma, Arkansas, Kansas e Louisiana hanno lanciato l’emergenza caldo. A peggiorare la situazione vi è anche l’alto tasso di umidità dell'aria proveniente dal golfo del Messico.

Il corpo umano si può difendere, ma solo se l’aria calda non è anche umida

Quando il motore di un’automobile si surriscalda arrischia di rompersi, ecco perché le automobili sono munite di un radiatore che permette di evacuare il calore in eccesso. Le cose non stanno diversamente per l’uomo: quando la temperatura esterna supera quella del corpo umano, quest’ultimo entra in sofferenza. Fortunatamente l’evoluzione ci ha fornito un meccanismo che ci permette di difenderci dalle ondate di calore: la sudorazione. Stando al National Center for Biotechnology Information, il nostro sudore, evaporando, sottrae al nostro corpo fino al 22% del calore, contribuendo in modo determinante a riportarne la temperatura a un livello di sicurezza. Questo meccanismo funziona perfettamente in un clima secco, come quello del deserto, a condizione di poter compensare, la perdita di liquido corporeo bevendo molto. Funziona invece sempre meno bene man mano che l’umidità dell’aria aumenta, perché l'aria umida impedisce l’evaporazione del sudore. Ecco perché il caldo umido è percepito come molto più caldo di quello secco ed ecco perché è molto più pericoloso e letale.