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Le proteste sul clima cominciano ad aver effetto

Articolo del 14 marzo 2019

Secondo il quotidiano conservatore Daily Mail, a seguito delle proteste dei giovani di Strike4Climate il governo britannico si appresterebbe a varare una serie di misure volte a contenere il riscaldamento climatico

Il cancelliere britannico Philip Hammond ha annunciato un pacchetto di misure che ha definito “creative e innovative” per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e per preservare l’ambiente per le generazioni future. Fra queste spiccano la proposta di rendere più efficienti dal punto di vista energetico i nuovi immobili e quella di offrire ai passeggeri di tutte le compagnie aeree l’opzione di pagare un obolo volontario per le emissioni di CO2, opzione peraltro già offerta da alcune poche compagnie. Altre proposte di Hammond concernono la biodiversità e la conservazione degli habitat naturali nei possedimenti britannici d'oltremare.

Ovviamente costruire in futuro case meno inquinanti non abbassa di certo le emissioni di quelle esistenti e l’insieme delle proposte di Hammond è lungi dal risolvere il problema del riscaldamento climatico. Per essere veramente efficaci occorrerebbe ad esempio risanare dal punto di vista energetico anche tutto il parco di edifici esistenti. Le proposte sono però il sintomo, che il vento sta cambiando, che le proteste giovanili iniziano ad aver effetto anche sui politici più conservatori, costringendoli ad ammettere il cambiamento climatico e a reagire, seppure, almeno per intanto, troppo timidamente.

Un buon auspicio, dunque, per lo sciopero internazionale dei giovani per il clima previsto per venerdì 15 marzo.