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Dimenticate il riciclaggio, passate al “pre”-ciclaggio

Articolo del 04 febbraio 2019

Oggi, se ordini qualcosa via internet, lo riceverai quasi certamente un grande pacco pieno zeppo di polistirolo, in altre parole di plastica. Purtroppo solo il 9% della plastica prodotta finora è stata riciclata

Ecco dunque nascere un movimento per il “preciclaggio” un nuovo termine per indicare un’economia in cui si evita di generare rifiuti alla fonte. Se da un lato sole 100 multinazionali sono responsabili del 71% delle emissioni globali di CO2 (fonte: Intergovernmental Panel on Climate Change) e fra queste figurano ovviamente tutte le grandi compagnie petrolifere, come ExxonMobil, Shell e BP, dall’altro anche noi consumatori ne siamo in buona parte responsabili, perché alla fin fine la benzina, il diesel, il gas e la plastica la consumiamo noi.

Ecco perché, in quanto consumatori coscienti della nostra responsabilità, dobbiamo fare di tutto anche noi per evitare la produzione di rifiuti alla fonte. È nato così negli Stati Uniti il movimento “Zero Rifiuti” (Waste-Free Living). A lanciarlo è stata nel 2006 a San Francisco Bea Johnson, che conta oggi 200'000 follower su Instagram. Poco a poco il movimento si è allargato anche all’Europa, dove ha iniziato a contaminare anche il commercio al dettaglio, il quale che ha iniziato ad aprire negozi a “zero rifiuti” in vari paesi. Oggi da noi in Europa se ne trovano nei paesi seguenti: Germania (Original Unverpakt), Austria (Lunzers), Spagna (Granel), Italia (Effecorta) e nella Gran Bretagna (The Zero Waste Shop).

Per questi negozi la ricetta è semplice: il cliente arriva con i suoi contenitori, oppure li compera direttamente nel negozio, li riempie con la merce desiderata e pesa il contenuto alla cassa, dopodiché torna a casa e riutilizza gli stessi recipienti per il prossimo acquisto. Ovviamente non tutto è così semplice come sembra: vi sono ad esempio derrate che devono essere imballate in buste di plastica per evitarne il rapido deterioramento, ma queste buste possono essere di plastica biodegradabile. Un altro problema è rappresentato dai fornitori del negozio che devono essere disposti a fornire la loro merce in contenitori multiuso.

Comunque sia, la ricetta del “preciclaggio” sta facendo proseliti e diventa sempre più popolare fra i consumatori: un settore decisamente in crescita.