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La biosfera sull'orlo del baratro

Articolo del 17 gennaio 2021

Stando a uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances le prospettive della vita sulla terra sono peggiori di quanto ipotizzato finora

Attualmente gli oceani e la vegetazione del nostro pianeta assorbono, non solo le emissioni di CO2 prodotte dal mondo animale e dai batteri, ma anche circa un terzo delle emissioni di carbonio prodotte dall’utilizzo di combustibili fossili, mitigandone così gli effetti sul riscaldamento climatico in corso. Questa capacità di assorbimento potrebbe tuttavia essere dimezzata nel corso dei prossimi decenni. Il clima sta infatti per raggiungere un altro “Tipping Point”, un punto di svolta. L’allarmante prospettiva è il risultato di uno studio condotto da ricercatori della Northern Arizona University (USA), dell'Università di Waikato (Nuova Zelanda) e del Woodwell Climate Climate Research Center (USA. Massachusetts), i quali hanno analizzato i vari modelli climatici per prevedere l’impatto del riscaldamento climatico sui principali ecosistemi.

Il mondo vegetale, piante e alghe comprese, assorbe CO2, utilizzandone tramite la fotosintesi il carbonio (C) per la sua crescita e rilasciando l’ossigeno (O) in eccesso nell'atmosfera. Gli autori dello studio fanno notare che l’aumento delle temperature rende la fotosintesi meno performante, trasformando lo stoccaggio di carbonio in fonte di carbonio, con la conseguenza di imprimere un ulteriore accelerazione al riscaldamento del clima. Infatti la massima efficienza di ogni processo biologico si svolge all’interno di un arco di temperature ben preciso. Ogni specie vegetale ha il suo rendimento ottimale ad una determinata temperatura, superata la quale si nota un calo della fotosintesi. I picchi di temperatura tollerabile variano da una specie vegetale all’altra dai 18° ai 28°C circa.

La squadra di ricercatori ha analizzato le temperature ottimali per lo sviluppo di tutti i principali ecosistemi. Attualmente meno del dieci per cento della biosfera terrestre è sottoposta a temperature che oltrepassano la temperatura ottimale per la fotosintesi, ma se il tasso di emissioni di CO2 non dovesse calare molto rapidamente, entro il 2050 fino al 50 per cento della biosfera potrebbe essere sottoposta a temperature ben al disopra della temperatura ottimale per la fotosintesi. In altri termini, sempre maggiori quantità di CO2, piuttosto che essere assorbiti dalla biosfera, si accumuleranno nell’atmosfera, surriscaldando ulteriormente il pianeta.

Stando a Vic Arcus, professore in scienze biologiche dell'Università di Waikato, il risultato più sorprendente della ricerca è la scoperta che la temperatura ottimale per la fotosintesi di tutti gli ecosistemi è molto più bassa di quanto ci si potesse aspettare. Se non verranno quindi adottate misure drastiche per contenere il riscaldamento al di sotto della soglia indicata dagli accordi di Parigi, il clima continuerà a riscaldarsi, con le conseguenze drammatiche per la vita sulla terra.