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Quasi 8°C separano l’inverno svizzero più freddo da quello più caldo degli ultimi 100 anni

Articolo del 07 luglio 2020

Con una temperatura media di 0.7 gradi sopra lo zero, la Svizzera ha registrato negli scorsi mesi di dicembre, gennaio e febbraio l’inverno meteorologico più caldo di sempre

Sono lontani i tempi in cui sui grandi laghi svizzeri si poteva andare a pattinare. L’ultima volta è successo nell’inverno 1962-1963, l’anno della celebre “Seegfrörni”, quando centinaia di migliaia di nostri connazionali, fra cui anche l’autore di queste righe, ebbero l’occasione di andare a spasso a piede asciutto sul lago di Zurigo, interamente ricoperto da una coltre di ghiaccio spessa fino a 25 cm. In Svizzera la temperatura media di quell’inverno (dicembre, gennaio e febbraio) fu di -7°C. Da notare che nel nostro paese, fino a 30 anni fa, le temperature medie invernali oscillavano attorno ai -3°C e un inverno con una temperatura di -2°C sarebbe quindi stato definito come “mite”.

L’ultimo inverno svizzero è stato il più caldo di sempre

In Svizzera le temperature vengono registrate sistematicamente dal 1864, ossia da oltre 155 anni, e mai un inverno è stato più caldo di quello appena trascorso, il quale è stato di ben 4,5°C più caldo della media del periodo 1871-1900, periodo in cui le temperature invernali oscillavano attorno ai -3,8°C. In base agli archivi di MeteoSvizzera, inverni miti con temperature medie superiori a zero gradi si sono verificati solo quattro volte, tutte e quattro negli ultimi 30 anni. 

Ma vediamo un po' quali sono state le deviazioni di temperatura in alcune località emblematiche della Svizzera rispetto alla media del trentennio 1981-2010

Lugano             (273 m.s.m.)         +2,3°C

Basilea             (316 m.s.m.)         +3.0°C

Ginevra            (420 m.s.m.)         +2,8°C

Berna                (553 m.s.m.)         +3.0°C

Zurigo               (556 m.s.m.)         +3,2°C

Engelberg      (1036 m.s.m.)         +3,8°C

Samedan       (1709 m.s.m.)         +2,3°C

Anche in Ticino l’inverno 2019-2020 è stato quello più caldo di sempre. La stazione meteorologica di Locarno Monti ha registrato lo scorso inverno una temperatura media di 6.6°C, ossia 0.3°C in più rispetto al precedente record registrato nell’inverno 2006-2007.

Gli scenari climatici non lasciano presagire nulla di buono

Nel confronto internazionale la Svizzera risente in misura maggiore del surriscaldamento del clima, in particolare a causa della sua posizione geografica. Mari e oceani, assorbendo parte del calore generato dall’effetto serra, attenuano l’aumento delle temperature nei paesi rivieraschi, un fenomeno di cui un paese continentale come la Svizzera non può beneficiare. Ecco perché, mentre a livello mondiale le temperature sono aumentate in media di 1°C, la Svizzera, con +2°C, ha già superato il limite di 1,5° di riscaldamento climatico stipulato nell’accordo sul clima di Parigi. Ciò spiega anche perché negli ultimi 100 anni i ghiacciai alpini hanno perso la metà del loro volume e perché ad esempio a Davos, dal 1890 al 2018, le giornate di gelo si sono ridotte da 231 a 161. Meno giorni di gelo in inverno potrebbero anche sembrare una buona cosa, ma la Svizzera dovrà pure fare i conti con una drastica diminuzione fino ai ¾ delle nevicate, con siccità e ondate di calore estremo in estate, con temporali sempre più violenti e conseguenti inondazioni. Stando ai climatologi, senza una coerente e rapida protezione del clima, le Alpi perderanno entro i prossimi 30 anni la metà dei loro ghiacciai, mentre quelli restanti spariranno entro fine secolo, mettendo a repentaglio l’approvvigionamento idrico non solo del nostro paese, ma anche di buona parte dell'Europa.