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Fotovoltaico ed eolico oramai a prezzi imbattibili

Articolo del 30 aprile 2020

In medio oriente nasce il più grande parco fotovoltaico, che produrrà elettricità al prezzo più basso del mondo: 1,35 centesimi di $ al chilowattora

L’emirato di Abu Dhabi, la cui omonima capitale è anche la capitale degli Emirati Arabi Uniti, si appresta a realizzare ad Al Dhafra il più grande impianto fotovoltaico del mondo. La Abu Dhabi Power Corporation ha infatti lanciato una gara d’appalto per la costruzione di un impianto fotovoltaico da 2 gigawatt, che dovrebbe essere operativo nel 2022 e che fornirà elettricità a 160'000 economie domestiche. L’impianto permetterà ad Abu Dhabi di ridurre ogni anno le sue emissioni di CO2 di 2,4 milioni di tonnellate, l’equivalente delle emissioni di 470'000 automobili. Al concorso partecipano 5 consorzi, fra cui uno comprendente EDF, il colosso francese che con 158'000 impiegati secondo produttore mondiale di elettricità, e la cinese JinkoSolar, il maggiore produttore mondiale di pannelli solari. Il consorzio franco-cinese ha presentato l’offerta più allettante con un costo di soli 1,35 centesimi di dollaro al chilowattora. Un prezzo così basso non si era mai visto finora. A titolo di paragone: da noi l’elettricità prodotta nelle centrali nucleari e negli impianti idroelettrici costa attorno ai 20 centesimi al chilowattora. JinkoSolar e EDF hanno una forte presenza negli Emirati Arabi Uniti, avendo già costruito in partenariato con il colosso commerciale giapponese Marubeni l’impianto fotovoltaico de Noor Abu Dhabi di 1.2 gigawatt diventato operativo l’anno scorso. Da notare che Abu Dhabi è uno dei pochi paesi al mondo ad aver costruito un impianto fotovoltaico di oltre 1GW, gli altri sono: Cina, Egitto e India.

Corsa al fotovoltaico nel medio oriente

Appena lo scorso novembre il vicino emirato di Dubai aveva siglato un accordo per la costruzione di un nuovo impianto fotovoltaico da 900 megawatt per un prezzo di 1,7 centesimi di dollaro al chilowattora e lo scorso gennaio il Qatar ne aveva siglato uno con un consorzio, comprendente la compagnia petrolifera francese Total e la giapponese Marubeni, per un prezzo di 1,6 centesimi di dollaro al chilowattora. Anche l’Arabia Saudita ha appena lanciato una gara d’appalto per una centrale fotovoltaica da 1,2 gigawatt. Ci si può chiedere perché proprio paesi del medio oriente che vivono di petrolio si siano lanciati così massicciamente nel fotovoltaico. Le ragioni sono numerose: da un lato si tratta per loro di assicurarsi un futuro anche senza il petrolio, dall’altro in questi paesi le condizioni per il fotovoltaico sono particolarmente favorevoli, perché il sole splende quasi sempre, vi sono ampie pianure, i costi per il terreno sono praticamente nulli e vi sono tutti i presupposti per ottenere crediti a condizioni ottimali.

Fotovoltaico ed eolico sono oramai le fonti energetiche più a buon mercato

L’elettricità prodotta col sole e col vento è oramai quella meno cara per almeno i 2/3 della popolazione mondiale. Ad affermarlo è l’agenzia d’informazione economica Bloomberg, che segnala per l’anno scorso un ulteriore calo del prezzo per megawattora del 9% per l’eolico sulla terraferma e del 4% per il fotovoltaico. Il costo medio per chilowattora si situa ora sui 4,4 centesimi di $ per l’eolico e sui 5 centesimi per il fotovoltaico. In vari grandi paesi i prezzi sono ancora più bassi. Negli Stati Uniti, ad esempio, il chilowattora di eolico costa 3,7 centesimi, in Brasile 3, mentre in Cina il fotovoltaico si produce oramai a soli 3,8 centesimi al chilowattora. Con prezzi a questi livelli, carbone e gas non sono oramai più concorrenziali. Non a caso in questi paesi la costruzione di nuove centrali elettriche a carbone e a gas è praticamente cessata. Da notare che appena 10 anni fa la corrente elettrica prodotta mediante l’eolico costava ancora oltre 10 centesimi di $ per chilowattora mentre per il fotovoltaico il prezzo per lo stesso quantitativo di elettricità era addirittura di 30 centesimi.

Anche lo stoccaggio di energia tramite batterie è oramai più competitivo

In soli 2 anni il costo delle batterie s'è dimezzato, passando da 300 a 150$ per megawattora. Oggi, per coprire le punte di consumo di elettricità, conviene dunque istallare accumulatori a batteria piuttosto che costruire costose centrali di riserva a gas o a carbone, le quali, fuori dalle ore di punta, devono rimanere ferme e che richiedono inoltre regolari e costose operazioni di manutenzione