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Ghiaccio “in fuoco” sulle Alpi

Articolo del 17 aprile 2020

Sulle Alpi il ghiaccio si tinge di rosso. Il fenomeno già osservato negli scorsi mesi in Antartide e in Groenlandia è dovuto ad alghe microscopiche che accelerano lo scioglimento dei ghiacciai

Anche sulle Alpi i ghiacciai stanno passando dal bianco al rosso. Per i nostri ghiacciai non è certo una buona notizia. Il fenomeno, già osservato in Groenlandia, è dovuto al proliferare di un’alga microscopica, l’Ancylonema nordenskioeldii, che riesce a vivere alle condizioni estreme sulla superficie dei ghiacciai. Dopo il colore ocra prodotto dalle finissime sabbie del Sahara portate dal vento fino sull’arco alpino, ecco un nuovo fattore che accelera la fusione dei nostri ghiacciai, già malmessi dall’aumento delle temperature dovuto al surriscaldamento del clima.

A dirlo è un articolo apparso sulla rivista Scientific Reports e curato da un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra dell’Università di Milano-Bicocca, i quali hanno analizzato la colorazione rossastra, osservata sul ghiacciaio del Morteratsch, situato in Engadina, nelle Alpi svizzere. Durante l’estate queste alghe sfruttano l’acqua di fusione presente sulla superficie dei ghiacciai per moltiplicarsi e diffondersi. Più fa caldo e più prosperano. Il colore porpora è dovuto ai pigmenti che utilizzano per la fotosintesi. Il fatto è, che questi pigmenti hanno l’effetto di rendere il ghiaccio più scuro e di favorirne ulteriormente l’assorbimento del calore solare. Come tutti sanno il bianco riflette i raggi del sole, mentre al contrario, più una superfice è scura, più assorbe calore.

Il fenomeno non è stato osservato solo sui ghiacciai alpini, ma anche nelle regioni polari, in particolare in Groenlandia, in Islanda e nelle isole Svalbard. In Groenlandia il ghiaccio rossastro ha coperto la scorsa estate una superficie di circa 100 mila chilometri quadrati, pari a un terzo dell’Italia. Nel nostro scorso inverno (estate nell’emisfero sud) lo stesso fenomeno è stato osservato anche nell’Antartide, dove Andrey Zotov del National Antarctic Scientific Centre of Ukraine, di stanza nella base polare ucraina di Vernadsky, sull'isola di Galindez, ha scattato una spettacolare serie di fotografie della "neve color lampone" condivise poi sui social.

Secondo uno studio apparso su Nature Communications, gli organismi unicellulari che tingono i ghiacci di rosso sarebbero responsabili, nelle stagioni più calde, di una riduzione del 13% dell’albedo, ossia della capacità delle superfici ricoperte da nevi e ghiacci di riflettere la luce solare. Di questo effetto andrà dunque tenuto debitamente conto nell'affinamento dei modelli climatici.