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Gli automobilisti svizzeri sono quelli comprano le auto che emettono più CO2 di tutta l’Europa

Articolo del 05 novembre 2019

Nell’Unione Europea il limite medio di emissioni di CO2 per le automobili nuove è fissato a 130 grammi per km percorso e passerà a 95 grammi a partire dall’anno prossimo. Le auto nuove vendute in Svizzera producono in media 137,8 grammi al km, la media più alta in assoluto di tutta l’Europa, ma le cose stanno cambiando rapidamente 

Le automobili con motore a diesel sono nettamente più inquinanti (nelle città sono responsabili di oltre il 70% delle emissioni di NO2, un gas tossico di colore brunastro) di quelle a benzina, ma producono meno CO2, in media 3,2 grammi al km in meno. Lo scandalo del diesel scoppiato nel settembre del 2015, quando si è scoperto che la Volkswagen aveva manipolato per anni illegalmente i gas di scappamento dei suoi veicoli a diesel, istallando un software che spegneva automaticamente l’impianto per il trattamento di questi gas di scarico, non appena le automobili lasciavano il banco di prova, ebbene questo scandalo ha provocato un crollo delle vendite di automobili a diesel, spingendo molti clienti a comperare al loro posto delle auto con un motore a benzina. Risultato: le emissioni di CO2 del traffico hanno subito un’impennata. Ad aggravare la situazione s’è aggiunto il fatto che vanno sempre più di moda i SUV, veicoli che consumano molto più carburante delle automobili tradizionali. In meno di 4 anni, in Svizzera la loro parte di mercato è aumentata di oltre il 50%, passando dal 22,4% delle vendite nel 2014, al 36,4% nel 2018.

L’Unione Europea sta già correndo ai ripari

Mentre nell’Unione Europea, dal 2007 fino al 2016, le emissioni di CO2 delle automobili nuove sono costantemente calate, fino a raggiungere una media di 117,8 grammi per km percorso, a partire da allora esse hanno ricominciato a salire, passando quest’anno a 120,5 grammi. L’Unione Europea ha dunque deciso di imporre all’industria dell’auto nuovi limiti più severi. A partire dall’anno prossimo la media delle emissioni di CO2 per tutte le auto vendute passera da un massimo di 130 grammi al km a 95 grammi, un obiettivo impossibile da raggiungere se si vendono solo automobili con motore a scoppio. Va notato che si tratta di medie. Se dunque, ad esempio, BMW vende un’auto che supera il limite medio di emissioni di CO2, per compensare questo superamento dovrà poi venderne anche un’altra, la quale invece emetterà almeno altrettanti grammi di CO2 in meno.

Chi non si adeguerà alla nuova normativa subirà drastiche sanzioni

La nuova normativa è stata corredata anche da pesanti penali: il costruttore che non la rispetta dovrà infatti pagare 95 euro (100 franchi) per ogni grammo di CO2 emesso in più. Se la norma fosse stata già in vigore quest’anno, l’insieme dei costruttori di auto europei avrebbero dovuto pagare multe per un ammontare globale di oltre 33 miliardi di euro (37 miliardi di franchi). Ciò spiega perché i costruttori europei di automobili si sono lanciati nella corsa all’auto ibrida e all’auto elettrica, investendo decine di miliardi di euro in questa operazione.

Gli importatori svizzeri di automobili sono in una posizione particolarmente scomoda

Come riferito sopra, stando a un’analisi effettuata in 23 parsi europei, la Svizzera è risultata il fanalino di coda per quel che concerne le emissioni di CO2. Le emissioni delle auto nuove vendute nel nostro paese superano infatti di gran lunga la media UE, ossia 137,8 grammi per km, contro i 117,8 grammi della media europea, in pratica 20 grammi in più per ogni km percorso. Questo fatto è dovuto alla grande predilezione che hanno gli Svizzeri per le automobili di grossa cilindrata.

Quasi 40% di CO2 in meno nei prossimi 10 anni

Nel dicembre dell’anno scorso il Parlamento Europeo ha approvato un piano decennale per ridurre le emissioni di CO2 del traffico stradale. Esso prevede una riduzione delle emissioni del 15% entro il 2025 e del 37,5% entro il 2030 e ciò nei confronti delle emissioni del 2021. Questi obiettivi si riferiscono all’insieme del parco veicoli dell’Unione Europea. La diminuzione delle emissioni verrà imputata all’industria dell’auto nel suo insieme. In altri termini se un costruttore di autoveicoli non dovesse riuscire a raggiungere l’obiettivo fissato, può acquistare dei cosiddetti “diritti d’emissione” da un altro produttore di autoveicoli, che invece l’obiettivo lo ha superato, per esempio dalla Tesla, le cui auto elettriche circolano senza produrre alcun CO2. Oggi, comunque, il numero di auto elettriche vendute è ancora ampiamente insufficiente per raggiungere gli obiettivi prefissati e l’intero settore dell’auto deve far ricorso a misure molto più drastiche, se vuole evitare di dover pagare pesantissime multe.

È necessario vendere molte più automobili elettriche

Per riuscire a diminuire in modo radicale le emissioni di CO2 delle automobili nuove vendute sul mercato svizzero, Auto Svizzera (Auto Schweiz), l’associazione mantello che raggruppa 36 importatori di automobili che rappresentano complessivamente 58 marchi, ha varato un anno e mezzo fa la cosiddetta strategia 10/20, che prevede di aumentare rapidamente l’importazione di automobili al 100% elettriche e ibride cosiddette plug-in, ossia ibride ricaricabili. Mentre ancora pochi anni fa la Svizzera era il fanalino di coda in Europa anche per quel che concerne la vendita di auto elettriche, dopo il varo della strategia 10/20 queste vendite si sono accelerate. Così nei primi nove mesi di quest’anno sono state vendute ben 26 274 automobili nuove a basso impatto ambientale (elettriche, ibride, a gas o a pile a combustibile), con un aumento del 75,5 % rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La vendita di auto “ecologiche” è così passata dal 2,9% nel 2018 al 4,9% nel 2019. Da notare che a crescere di più sono state le vendite di auto al 100% elettriche, con un aumento del 153% rispetto all’anno precedente, mentre le vendite delle ibride sono cresciute “solo”, si fa per dire, del 54%. L’obiettivo per l’anno prossimo è superare il 10% di parti di mercato.

In Europa calano fortemente le vendite di auto a diesel, aumentano leggermente quelle a benzina, ma soprattutto raddoppiano le elettriche

Nei 27 paesi dell’Unione Europea, più Islanda, Norvegia e Svizzera, nei primi 6 mesi di quest’anno, le vendite di auto a diesel sono calate del 17%. Parallelamente le vendite di automobili a benzina sono cresciute del 2,2%, ma il vero boom è stato quello delle automobili ad alimentazione alternativa, con un +27%. La quota del diesel è calata dal 37 al 31% (-6%), quella della benzina è salita dal 56 al 59% (+3%) e quella delle alimentazioni alternative è arrivata al 10%. Ma il dato che più attira l’attenzione è quello della crescita delle vendite di auto al 100% elettriche, le cosiddette BEV (Battery Electric Vehicle), che sono quasi raddoppiate, passando dalle 88.529 unità del primo semestre 2018, alle 166.905 dei primi sei mesi del 2019.

Elettrificazione del mercato dell’auto: il governo tedesco spinge sull’acceleratore

La pressione esercitata dall’Unione Europea sull’industria dell’auto sta dunque portando i suoi frutti. Nella vicina Germania, governo e costruttori di automobili, allarmati da questo rapido sviluppo, si sono messi d’accordo un paio di giorni fa, non solo su una proroga di 5 anni delle sovvenzioni per l’acquisto di auto elettriche, sovvenzioni istituite tre anni fa e che avrebbero dovuto scadere a fine 2020, essi le hanno pure aumentate, portandole da 4000 a 6000 euro per tutte le auto elettriche con un prezzo inferiore ai 40'000 euro e a 5000 euro per quelle più care. In tal modo il governo tedesco intende facilitare alla sua industria faro la transizione all’elettrico. L’industria automobilistica è infatti uno dei principali pilastri dell’economia tedesca.