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Quanta afa è in grado di sopportare il corpo umano?

Articolo del 30 luglio 2019

Molti si trastullano ancora nell’illusione che qualche grado in più non sia poi gran cosa. Ma basterebbe riflettere un secondo alla differenza che fa una febbre da 38°C e una da 40°C per renderci conto che la differenza è enorme, tanto più che quando si parla di un grado di riscaldamento climatico si parla di una media globale e non certo dei picchi, i quali sono molto più elevati

Nel 2003 un’ondata di calore senza precedenti colpì l’Europa occidentale completamente impreparata per un evento del genere, causando nel giro di poche settimane la morte di 70'000 persone. Sette anni dopo, nel 2010, un’ondata analoga colpì la parte europea della Russia facendo altri 50'000 morti. L’Europa non è certo il continente più caldo al mondo, nel 2016 si sono infatti misurati 54°C nel Kuwait e nel 2017 la stessa temperatura anche nel Pakistan, mentre quest’anno le temperature hanno toccato quasi i 50°C in India. Ma quest’estate l’Europa ha appena subito la peggiore canicola della sua storia e in Francia il termometro ha oltrepassato per la prima volta addirittura i 46°C.

Come si difende il nostro corpo dall’afa

In questi giorni diversi scienziati hanno lanciato l’allarme, facendo notare che le temperature si stanno avvicinando pericolosamente alla soglia oltre la quale il corpo umano non è più in grado di reagire. Ciò vale in particolare per noi Europei, che non abbiamo un fisico abituato a far fronte a temperature particolarmente elevate. Oltre al calore dell’aria, uno dei fattori importanti da tenere in considerazione è anche l’alta umidità che accompagna queste ondate di calore. Infatti, quando la temperatura oltrepassa i 35°C il corpo umano fa affidamento al sudore per rinfrescarsi e per mantenere la temperatura corporea interna a un massimo di 37°C. Ecco perché, quando fa particolarmente caldo, il corpo medico ci consiglia di bere molto. Infatti quando un liquido evapora, nel nostro caso il sudore, sottrae al corpo che lo ha ospitato una certa quantità di calore. Ciò spiega perché la stessa temperatura in un deserto, dove l’aria è particolarmente secca e il sudore evapora rapidamente, può essere sopportabilissima, mentre in un ambiente umido diventa presto insopportabile. Senza la possibilità di dissipare il calore in eccesso, la temperatura interna del nostro corpo comincia infatti a salire, indipendentemente dal fatto se ci mettiamo o meno all’ombra, dalla quantità di acqua che beviamo o dal riposo che ci autoimponiamo.

Cosa succede quando il calore del nostro corpo oltrepassa i 40°C

Quando il calore del corpo oltrepassa i 40°C si subisce quel che viene chiamato un “colpo di calore” o ipertermia, una condizione molto pericolosa soprattutto per i bambini e gli anziani. Ecco i suoi principali sintomi nei casi più leggeri: una generale sensazione di spossatezza, sensazione di nausea o di vomito, come pure l’insorgenza di vertigini. Nei casi più seri il viso diventa bluastro, il respiro accelera, il cuore batte disordinatamente, la pupilla appare dilatata, si subiscono allucinazioni e la pressione sanguigna può crollare al punto tale da portare alla perdita di coscienza. Non trattato un colpo di calore può portare alla morte

Altrove il limite è già quasi raggiunto

Alcune fra le zone più densamente popolate del nostro pianeta, come il sud-est asiatico, le pianure della Cina settentrionale, il subcontinente indiano e il Golfo Persico, in cui vivono miliardi di persone, si stanno pericolosamente avvicinando al punto in cui il corpo umano non è più in grado di far fronte alla calura, senza poi parlare del mondo animale che, per esempio durante la scorsa estate in Australia, ha visto cadere morti dagli alberi milioni di pipistrelli frugivori e morire di caldo intere mandrie di cavalli selvatici

L’ultima difesa: l’aria condizionata 

Ebbene, anche qui da noi in Europa, con picchi di temperature che oltrepassano oramai i 40°C, stiamo arrivando al limite della sopportabilità. Certo, ci rimane ancora un’ultima linea di difesa: l’aria condizionata, ma anche questa non è priva di problemi. Si calcola infatti che i soli nuovi impianti di condizionamento dell’aria che verranno istallati entro il 2050 aumenteranno il fabbisogno di energia elettrica per un ammontare equivalente alla produzione attuale di elettricità di Stati Uniti, Unione Europea e Giappone messi assieme.