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Le auto a carburanti fossili hanno gli anni contati

Articolo del 29 luglio 2019

Tempi duri per 62 milioni di automobilisti che guidano auto a propellenti fossili: due dozzine di città europee hanno già annunciato che intendono vietare nel corso del prossimo decennio l’accesso ai loro centri alle automobili con motore a diesel. La metà di queste città vieterà pure la circolazione di tutte le auto con motore a combustione

Da quando nel 2015 è scoppiato lo scandalo del diesel, nel quale sono rimasti coinvolti, VW in testa, praticamente tutti i costruttori tedeschi di automobili con motorizzazione a diesel, le autorità hanno iniziato a sorvegliare in modo molto più severo le emissioni di gas di scappamento degli autoveicoli e le vendite di auto con motore a diesel sono crollate

Ricapitoliamo

Il 18 settembre 2015 la Environmental Protection Agency (EPA) annunciò di aver scoperto nelle automobili a diesel della Volkswagen un software segreto e illegale in grado di rilevare se una macchina si trovava su un banco di prova per controllare i gas di scappamento, oppure se viaggiava normalmente per strada. In quest’ultimo caso il software spegneva automaticamente il sistema di depurazione dei gas di scarico provocando emissioni da 4 fino a 7 volte superiori al limite legale. Fino alla sua scoperta il software era stato istallato in almeno 11 milioni di automobili provocando un inquinamento fino a 7 volte superiore a quello dichiarato ufficialmente. La truffa era stata escogitata per risparmiare l’istallazione nelle automobili dei grossi serbatoi di AdBlue, ossia di urea, sostanza necessaria per il buon funzionamento del catalizzatore. I costruttori temevano infatti che dovendo fare il pieno anche di urea, oltre che di diesel, avrebbe scoraggiato gli automobilista dal comprare un’auto con motore a diesel. Il software permetteva dunque di attivare un piccolo serbatoio di urea durante i test di omologazione degli autoveicoli e durante i periodici controlli delle autovetture quando l’auto è immobilizzata su un banco di prova col motore acceso per misurare i gas di scappamento, ma disattivava il congegno non appena l’auto si trovava sulla strada ad imboccare una curva.

Le municipalità si attivano per vietare l’accesso ai loro centri dei veicoli inquinanti

In seguito a questo scandalo diverse municipalità europee si sono date da fare per espellere le automobili più inquinanti dai loro centri, in particolare le auto con motore a diesel. Vari divieti di circolazione per diesel particolarmente inquinanti erano già stati decretati in questi ultimi anni da città come Madrid, Amburgo e Parigi durante i picchi d’inquinamento. Ma ora diverse municipalità intendono andare oltre e vietare definitivamente la circolazione di tutte le auto a diesel. Parigi e Madrid intendono ad esempio vietare la circolazione di tutte le diesel a partire dal 2024. Madrid vieta già dal dicembre scorso l’ingresso in città delle auto con motore a combustione fabbricate prima del 2000, mentre Parigi ha vietato a partire da questo mese durante tutti i weekend la circolazione delle diesel con oltre 13 anni di età e rifiuterà a partire dall’anno prossimo l’entrata in città di tutte le auto più inquinanti, siano esse a diesel o a benzina. Qualche anno più tardi tutte le auto con motore a combustione saranno vietate a Barcellona, Londra e Roma. In tutto 11 città hanno già deciso di vietare le diesel in un prossimo futuro e altre 13 città hanno addirittura deciso di vietare tutte le auto con motore a scoppio entro il 2030. Tutte queste misure concernono i proprietari di circa 12,5 milioni di automobili registrate nelle città, senza contare quelle dei milioni di pendolari che ogni giorno vi si recano.

Queste misure stanno iniziando a fare scuola anche oltre oceano: Seattle, la capitale dello stato USA di Washington, sulla costa dell’Oceano Pacifico, ha deciso di vietare la vendita di automobili con motore a combustione a partire dal 2030 e anche la California ha deciso di vietare la vendita di automobili con motore a combustione a partire dal 2040.

Norvegia campione del mondo nella lotta all’inquinamento dell’aria

Ma l’allievo modello in materia di lotta all’inquinamento stradale è la Norvegia, dove già oggi oltre il 60% delle auto nuove vendute è elettrica o ibrida ricaricabile, mentre la vendita di quelle a diesel è crollata al 13,5% e quella delle auto a benzina al 12,7%. Va notato che la Norvegia ha deciso di vietare la vendita di tutte le auto con motore a combustione a partire dal 2025, cioè fra appena 6 anni, mentre la loro circolazione sulle strade dell’intero paese sarà completamente vietata a partire dal 2030.

L’Unione Europea ha avviato processi contro sei dei suoi stati membri

Va notato che in moltissime città europee vengono ampiamente superati i limiti per le emissioni di ossidi di azoto fissati dall’Unione Europea, di cui le automobili con motore a combustione sono una delle principali fonti di inquinamento. Nella sola Germania a superare questo limite sono ben 57 città. L’Unione Europea ha fatto causa dinnanzi al Tribunale Europeo a ben 6 paesi perchè non s’impegnano a sufficienza per far rispettare i valori limite per l’inquinamento; i paesi in questione sono: Germania, Francia, Gran Bretagna, Ungheria, Romania e Italia.