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L’Artico in fiamme

Articolo del 28 luglio 2019

Il riscaldamento globale non si ferma alle soglie del circolo polare artico: dalla Siberia alla Scandinavia, passando per l’Alaska e il Canada, migliaia di incendi stanno devastando le immense foreste di conifere dell’Artico

Gli incendi causati dai fulmini, dalla siccità e dalle temperature estremamente elevate di questi ultimi mesi sono visibili anche dallo spazio e stanno rilasciando nell’atmosfera enormi quantità di CO2. Si tratta di un disastro ambientale senza precedenti. Gli incendi hanno raggiunto dimensioni enormi e in molte zone le alte temperature, i forti venti e la scarsa visibilità dovuta al fumo rendono quasi impossibile per i pompieri combattere le fiamme. In Siberia, per cercare di domare gli incendi, sono arrivati in aiuto anche squadre di vigili del fuoco dagli Stati Uniti, ma non è bastato. In molte zone i pompieri non riescono più a contenerli e hanno dovuto alzare bandiera bianca. Fortunatamente la maggior parte delle zone colpite finora dagli incendi si trovano lontane dai centri abitati, i quali in queste regioni sono d’altronde molto rari. Tuttavia la visibilità praticamente nulla a causa del fumo hanno costretto le autorità di diverse città a chiudere i loro aeroporti. Il fumo rappresenta anche un grave rischio per la salute, non solo nelle vicinanze degli incendi, ma anche lontano dalla fonte, a causa dal vento che trasporta i residui per migliaia di chilometri. Le osservazioni del Copernicus Atmosphere Monitoring Service (del satellite europeo Copernicus) hanno rilevato lo spostamento di fumo degli incendi dal Canada verso l’Europa attraverso l’oceano Atlantico in soli due giorni.

Contrariamente agli incendi di boschi che si registrano nelle zone temperate, quelli dell’Artico si propagano anche al sottosuolo, dove si nutrono degli spessi strati di torba. Bruciando in profondità possono durare settimane o addirittura mesi, anziché poche ore o giorni come per la maggior parte degli incendi boschivi alle nostre latitudini. Finora questi incendi hanno mandato in fumo oltre 8 miliardi di metri quadrati di foreste generando secondo gli esperti circa 100 milioni di tonnellate di emissioni di CO2, l’equivalente del totale di emissioni di un anno intero di un paese come il Belgio.  Ricordiamo che una delle più grandi riserve di carbonio organico del mondo si trova proprio racchiusa nel suolo dell'Artico sotto forma di torba e che questa regione si sta riscaldando molto più rapidamente rispetto a quanto previsto finora dai modelli climatici e ad una velocità che è doppia rispetto a quella registrata nel resto del mondo.