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Creata una coalizione dei ministri delle finanze per la protezione del clima

Articolo del 25 aprile 2019

Alla seduta primaverile del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e della Banca Mondiale a Washington i ministri delle finanze di 22 paesi si sono accordati per creare una coalizione dei ministri delle finanze per la protezione del clima

In pratica i ministri intendono adattare la politica finanziaria dei rispettivi paesi agli impegni presi nell’ambito degli accordi di Parigi sulla protezione del clima. L’alleanza si propone tra l’altro di tassare le emissioni di CO2 e di porre un termine alle sovvenzioni miliardarie alle energie fossili. Secondo Christine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Internazionale, nel 2015 (cifre più recenti non sono disponibili) le sovvenzioni alle energie fossili ammontavano ancora a 5’200 miliardi di dollari all’anno a livello mondiale. D’altro canto, secondo uno studio dell’FMI, una tassa di 70 dollari per tonnellata di CO2 permetterebbe ai soli paesi del G20 di raccogliere una somma valutata fra i 630 e i 1'500 miliardi di dollari all’anno, di che finanziare senza problemi un rapido passaggio dalle energie fossili a quelle rinnovabili.

Fra i ministri firmatari dell’alleanza per il clima figurano fra gli altri quelli di: Gran Bretagna, Francia, Germania, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Cile, Filippine, ma non quello degli Stati Uniti e nemmeno quello svizzero. Ecco perché “CAMPAX, make change happen”, un’organizzazione svizzera specializzata nel lancio di campagne a favore di una società solidale, invita tutte le persone di buona volontà a scrivere al ministro svizzero delle finanze Ueli Maurer, affinché anche la Svizzera aderisca a quest’alleanza.

Va tuttavia precisato che, per intanto, i 22 ministri delle finanze che partecipano all’alleanza hanno effettuato solo un primo piccolissimo passo verso una politica più rispettosa del clima. Infatti finora non si sono dati né degli obiettivi precisi per ridurre le emissioni di CO2, né hanno stabilito delle tempistiche per raggiungere tali obiettivi. Per cominciare essi si limiteranno, citiamo, “a scambiarsi delle informazioni” e “a sviluppare una visione comune delle strategie e delle procedure concernenti la protezione del clima”.

Ma prendiamola per una volta dal lato positivo: finora, per i ministri delle finanze, il clima non è mai stato un tema, ora cominciano perlomeno a parlarne ed è già un progresso. I romani dicevano ”gutta cavat lapidem”, ossia “a goccia a goccia s’incava la pietra”.