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La Gran Bretagna intende moltiplicare per 4 la sua produzione di energia eolica offshore

Articolo del 26 marzo 2019

Il mix energetico britannico diventa sempre più verde, l’eolico ha oramai superato il nucleare

Nella settimana fra l’8 e il 14 marzo il 35,6% dell’elettricità prodotta in Gran Bretagna è stata generata da impianti eolici, per l’esattezza il 21,4% da impianti offshore, ossia situati in mare, e il 14,1% da impianti situati sulla terraferma. Questo record è stato registrato proprio nella settimana in cui il Governo inglese ha firmato un accordo con le compagnie energetiche per quadruplicare la capacità produttiva degli impianti eolici offshore, i quali passeranno dagli attuali 7,9 GW a 30 GW entro il 2030 Si tratta di un piano che, oltre a diminuire le emissioni di gas serra, avrà pure un fortissimo impatto sull’impiego, poiché creerà ben 27 mila nuovi posti di lavoro specializzati.

Appena lo scorso mese di febbraio è stato allacciato alla rete in parco eolico marino più grande al mondo, l’Hornsea One, situato a 75 miglia al largo della costa dello Yorkshire. Si stima che questo parco da solo, sarà in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di 1 milione di economie domestiche britanniche.

Il vento gioca un ruolo centrale nel rifornire di energia la Gran Bretagna nei periodi freddi dell’anno. L’energia eolica a basso costo sta diventando la spina dorsale del sistema energetico britannico, cambiando radicalmente il mix energetico del paese. Nello stesso lasso di tempo di cui sopra, il resto della produzione di elettricità s’è distribuito come segue: 31,2% con centrali termiche al gas naturale, 21,3% con centrali nucleari, 6,7% con centrali a biomassa, 2,6% con centrali a carbone, 1.8% con centrali idroelettriche e lo 0,8% da altre fonti. Come si può costatare il carbone, un tempo onnipresente nell’economia britannica, è praticamente scomparso dalla scena. L’ultima delle 8 centrali a carbone ancora in funzione dovrebbe chiudere entro il 2025.

Anche il fotovoltaico sta prendendo quota in Gran Bretagna, dove la scorsa estate nella sola giornata del 27 giugno sono stati prodotti 9,39 gigawatt di elettricità fotovoltaica, ovvero il 6,6% del fabbisogno nazionale.

Resta purtroppo il fatto che a livello mondiale l’uso del carbone per produrre energia elettrica continua a crescere, Secondo l’agenzia internazionale dell’energia l’anno scorso, a livello mondiale, il consumo di energia è aumentato del 2,3%. Un terzo di questo aumento è stato coperto con energia elettrica prodotta con centrali a carbone