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La rivoluzione delle energie rinnovabili è iniziata in Cile

Articolo del 19 marzo 2019

Il governo cileno di Sebastian Piñera s’è autoimposto un obiettivo ambizioso: arrivare al 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2040

Mentre da noi in Europa governi e parlamenti faticano ad imboccare la via delle rinnovabili, ai nostri antipodi, in Cile, si corre. L’obiettivo è ambizioso, considerando che oggi il 53,2% dell’elettricità cilena è prodotta in centrali che funzionano ancora con carburanti fossili.

Simbolo di questa rivoluzione energetica cilena è la costruzione nel deserto di Atacama di Cerro Dominator, la prima centrale solare termica dell’America Latina. Questa centrale, che entrerà in funzione l’anno prossimo, produrrà elettricità per oltre 250'000 economie domestiche. Le centrali solari termiche si compongono di migliaia di specchi cosiddetti eliostati, che concentrano i raggi del sole su una caldaia collocata su una torre situata al centro del dispositivo. La caldaia contiene dei sali liquidi che vengono scaldati fin oltre i 500°C. Il calore così accumulato è utilizzato per scaldare acqua e produrre vapore, col quale viene azionata la turbina che produce l’elettricità. Il vantaggio di questo tipo di centrale è che, contrariamente ai pannelli fotovoltaici, riesce a produrre elettricità per ben 17 ore e mezza anche in assenza di luce solare.

La centrale di Cerro Dominator non è l’unico progetto in fase di realizzazione nell’ambito della rivoluzione energetica cilena. Attualmente sono in corso di realizzazione oltre 40 altri progetti, fra cui quello di Cielos de Tarapaca, una centrale idrosolare all’acqua di mare, che comprende anche lo stoccaggio dell’energia e che, con una potenza di 600 MW, sarà la più grande centrale di questo tipo al mondo. Anche il metrò della capitale Santiago s’è lanciato nelle rinnovabili e funziona già oggi col 60% di elettricità prodotta col solare e coll’eolico, facendo così risparmiare all’azienda dal 15% al 20% dei costi per l’energia, e anche il trasporto pubblico su gomma è in via di elettrificazione. La capitale cilena ha infatti comperato l’anno scorso in Cina un’intera flotta di 100 bus elettrici.

In Cile, in questi ultimi anni, lo sviluppo delle energie rinnovabili ha permesso di ridurre gradualmente il costo dell’elettricità. Secondo le ultime stime, entro il 2024 questo costo dovrebbe calare addirittura del 75% rispetto a quello che figurava sulle bollette nel 2013. Per Carlos Finat, direttore generale dell’associazione cilena delle energie rinnovabili e dello stoccaggio energetico, raggiungere il 100% di rinnovabili, non solo è possibile, ma è pure più che redditizio dal punto di vista economico.

Dal 2017, anno in cui è stata lanciata la prima asta pubblica per lo sviluppo delle rinnovabili, il Cile ha già stanziato investimenti nelle energie rinnovabili per un ammontare di oltre 11 miliardi di dollari. La realizzazione di tutti questi progetti permetterà di generare oltre 3'000 MW di energia rinnovabile supplementare entro il 2023.