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Il riscaldamento climatico preoccupa anche il mondo dell’alta finanza

Articolo del 06 marzo 2019

Forbes, il magazine dei paperoni, lancia un appello al Green New Deal

Con una tiratura di quasi un milione, Forbes è una delle riviste di economia e finanza di maggior successo non solo oltre oceano, ma anche in paesi emergenti come la Russia, la Cina e l’India. Essa viene pubblicata in quasi una dozzina di lingue, fra cui dal 2017 anche in italiano. Forbes è sinonimo di ricchezza e di lusso e pubblica infatti ogni anno la lista aggiornata dei miliardari di questo mondo.

Ebbene anche Forbes e i suoi fortunati lettori sono preoccupati dal riscaldamento climatico, che non risparmierà di certo nemmeno i maggiori paperoni del mondo. In un articolo pubblicato nell’edizione americana dello scorso 3 marzo a firma Julian Vigo, Forbes abbraccia con entusiasmo la proposta di “Green New Deal” lanciata a fine gennaio dalla giovane deputata democratica al congresso Alexandria Ocasio-Cortez assieme al suo collega di partito Senatore Ed Markey. Si tratta di un ambizioso piano che propone tutta una serie di drastiche misure economiche volte a far uscire in modo estremamente rapido l’economia americana dai combustibili fossili. Il Green New Deal propone di realizzare questo passaggio in soli 10 anni decarbonizzando la produzione di energia, l’industria, i trasporti e l’agricoltura, il tutto garantendo impiego e sicurezza sociale.

Il Green New Deal s’ispira al celebre New Deal lanciato negli anni 30 del secolo scorso dall’allora neoeletto presidente americano Franklin Delano Roosevelt per fare uscire l’America dalla terribile e interminabile recessione che aveva travolto l’intera economia mondiale a partire dal giovedì nero dell'ottobre 1929, quando gli indici della borsa di Wall Street crollarono improvvisamente del 50%, scatenando il panico fra gli investitori. Con il suo New Deal, che comprendeva un vasto pacchetto di riforme in campo finanziario, economico e sociale, Roosevelt riuscì a far ripartire l’economia e viene oggi ricordato come uno dei presidenti americani di maggiore successo. Anche allora il partito repubblicano si era opposto alle riforme con una lotta senza quartiere, ma la popolarità delle misure varate da Roosevelt gli garantirono ben due brillanti rielezioni. 

Il rapporto di 700 pagine dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) delle Nazioni Unite appena pubblicato lo scorso autunno, scrive Vigo nel suo articolo, non lascia dubbi sugli effetti del riscaldamento climatico e documenta in modo drammatico l’impatto devastante dell’aumento della temperatura media di un solo grado e mezzo sulle condizioni di vita del nostro pianeta. Siccità, inondazioni, uragani e incendi, con il loro corredo di carestie, epidemie e rifugiati climatici sono infatti già oggi in aumento. Julian Vigo conclude il suo articolo su Forbes lanciando un urgente appello ai suoi lettori: “Non abbiamo più tempo per contemplare che cosa fare, dobbiamo agire ora”, “abbiamo solo 12 anni di tempo per limitare il riscaldamento climatico e non si tratta affatto di molto tempo”.