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Le emissioni di metano, l’altro potente gas a effetto serra, stanno aumentando in modo allarmante

Articolo del 18 febbraio 2019

Il metano (CH4) è un gas a effetto serra 30 volte più potente del CO2 ed è stato ritenuto finora responsabile dell’8% dell’effetto serra

La concentrazione di gas metano nell’atmosfera è aumentata del 257% rispetto all’era preindustriale. Circa il 40% del metano è di origine naturale, ma il 60% è dovuto alle attività dell’uomo, come ad esempio l’uso del gas fossile, l’allevamento intensivo di bestiame, la coltivazione del riso e lo scioglimento del permafrost provocato dal riscaldamento globale.

Secondo uno studio appena pubblicato dalla American Geophysical Union, a partire dal 2014 la concentrazione di metano nell’atmosfera ha iniziato a crescere in modo molto più rapido e inquietante di prima. Il fenomeno preoccupa non poco i climatologi, perché potrebbe indicare che i 2°C di riscaldamento climatico saranno raggiunti molto più rapidamente di quanto ipotizzato finora.

Normalmente il metano contenuto nell’atmosfera si scompone molto più rapidamente del CO2 e alla fine del XX secolo la concentrazione di questo gas nell’atmosfera sembrava essersi stabilizzata. A grande sorpresa degli scienziati, nel 2007 il tenore di metano ha ripreso a crescere e questa crescita s'è ulteriormente accelerata a partire dal 2014.

Le ragioni di questa impennata non sono ancora note. Una delle ipotesi è che, con il riscaldamento dell’aria, il processo chimico di decomposizione del metano si stia rallentando. Un’altra ipotesi è che a causa dello scioglimento sempre più rapido del permafrost e degli idrati di metano depositati sui fondali marini vengano ora immesse nell’atmosfera quantità molto maggiori di metano del previsto, provocando un aumento molto più rapido della temperatura dell'aria.

La lotta al riscaldamento climatico si sta dunque ulteriormente complicando: d’ora in poi non basterà più diminuire le emissioni di CO2, ma occorrerà trovare soluzioni efficaci anche per diminuire quelle di metano.