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Agrovoltaico: la nuova versione del fotovoltaico

Articolo del 24 gennaio 2019

Centrali fotovoltaiche e agricoltura non si escludono: ecco nascere l'agrovoltaico

A Kauai, l’isola geologicamente più antica dell’arcipelago hawaiiano, è stata realizzata una centrale fotovoltaica di nuova generazione che ricopre oltre mezzo km2 di territorio. Essa contribuirà a coprire oltre il 50% del fabbisogno in elettricità dell’intera isola con le rinnovabili.

Se da un lato si tratta di una centrale hi-tech, i cui pannelli mobili sono sempre rivolti in modo ottimale verso il sole, dall’altro essa comprende anche un elemento low-tech, ossia una squadra di 300 pecore incaricata di tenere il terreno libero dalla vegetazione.

Non si tratta certamente della prima volta in cui l’interesse dei produttori di energia pulita e quelli degli agricoltori si incontrano. In Giappone ad esempio sono state realizzate delle centrali fotovoltaiche su suolo agricolo che garantiscono un duplice guadagno agli agricoltori: quello derivante dall’affitto pagato per il terreno su cui sorgono i pannelli e quello derivante dalla vendita degli ortaggi prodotti sullo stesso terreno. Ecco dunque nato il termine “agrovoltaico”.

Per funzionare gli impianti solari devono però rispondere a un paio di requisiti.

  • i pannelli fotovoltaici devono essere istallati su una specie di pergolato ad un’altezza non inferiore ai 3 metri
  • e devono essere disposti in modo tale da non ombreggiare più del 30% del terreno sottostante

In questo modo si garantisce da un lato una maggiore umidità del suolo e si evitano i danni alle piante per eccessivo irraggiamento solare e dall’altro si garantisce lo spazio di manovra necessario alle macchine agricole.

Tenendo conto che oggi i vetri di gran parte delle serre in cui vengono coltivati gli ortaggi che consumiamo devono essere spruzzati in estate con la calce per evitare un eccessivo irraggiamento solare e un calore sovrabbondante al loro interno, la soluzione agrovoltaica appare più che sensata, perché da un lato risolve il problema dell’irraggiamento eccessivo, problema particolarmente sentito in questi tempi di riscaldamento climatico, e dall’altro fornisce al contadino una fonte di reddito supplementare.