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Cina: sanzioni per chi inquina l'aria

Articolo del 21 gennaio 2019

“Niente scuse”: la Cina punirà i funzionari che non raggiungeranno gli obiettivi fissati dal governo per ridurre l’inquinamento dell’aria

Il ministero cinese dell’ambiente si appresta a varare un dettagliato catalogo di sanzioni contro i funzionari regionali che non rispettano gli obiettivi fissati a livello nazionale sulla riduzione dell’inquinamento dell’aria. 

È da 5 anni che la Cina s’è ingaggiata in una lotta senza quartiere contro il grave inquinamento dell’aria provocato da quattro decenni di spericolata industrializzazione. L’azione oltremodo decisa del governo di Pechino sta portando i suoi frutti. L’anno scorso ad esempio il livello medio di polveri fini PM2,5 nell’aria di 338 grandi città è calato del 9,3%. Nella regione settentrionale Beijing-Tianjin-Hebei, tuttavia, negli ultimi tre mesi la concentrazione di polveri fini ha ricominciato a salire, facendo temere che Pechino avesse chiuso un occhio sui maggiori inquinatori. Per spiegare il fenomeno, i funzionari locali avevano tirato in ballo la scusa del “meteo sfavorevole”.

Secondo il ministro dell’ambiente Liu Bingjiang, queste scuse in futuro non saranno più tollerate, come pure non lo saranno più quelle delle “necessità economiche”,  e coloro che saranno ritenuti responsabili di non aver raggiunto gli obiettivi fissati, saranno confrontati a misure punitive. A partire da quest’anno la Cina imporrà inoltre limiti d’inquinamento molto più bassi alla sua industria dell’acciaio e a quella del carbone.

“Abbiamo una guerra contro l’inquinamento dell’aria da vincere a tutti i costi”, ha affermato Liu, “non vi è margine di gioco, e non arretreremo di un millimetro”.

 

Fonte: agenzia Reuters