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L’unica soluzione per salvare il pianeta: vietare l’uso di energie fossili

Articolo del 15 gennaio 2019

Vi è una sola, difficilissima soluzione per impedire che il clima si riscaldi ulteriormente: eliminare completamente l’uso di carburanti e di combustibili fossili dalle nostre economie

Secondo uno studio dell’ONU, se tutti i paesi adempissero pienamente agli impegni sottoscritti a Parigi, la temperatura media della terra aumenterebbe di 3,2°C entro la fine del secolo, più del doppio, dunque, del grado e mezzo, definito come livello invalicabile dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) se si vuole evitare un disastro climatico di proporzioni bibliche.

Attualmente siamo ai 1/3 del percorso che ci porterà a questo disastro, ossia la temperatura media è già aumentata di 1°C. Al ritmo attuale di emissioni di CO2, il limite di 1,5°C di riscaldamento globale sarà oltrepassato entro il 2030, ossia fra soli 12 anni.

Per evitare la catastrofe occorre dunque agire subito e in modo radicale. Per restare entro il limite consentito di riscaldamento di 1,5°C vi è un solo mezzo: realizzare in modo radicale la transizione dalle energie fossili alle rinnovabili  In altri termini, forzare la crescita delle energie rinnovabili, rimpiazzare il nostro parco veicoli a combustione con veicoli elettrici e sostituire tutti i riscaldamenti a gasolio e a gas con riscaldamenti ecologici. L’operazione è fattibile se si pensa che gran parte delle centrali elettriche a carbone è già oggi vetusta e che la durata media di vita di tali impianti è di 40 anni, mentre la durata media di vita di un’automobile è di soli 11 anni.

Secondo Chris Smith, co-autore dello studio e ricercatore all’Institute for Climate and Atmospheric Science dell’università di Leeds, il limite di 1,5°C può essere rispettato se si agisce fin da subito in modo oltremodo determinato. Qualora invece si dovesse aspettare il 2030 per agire, le probabilità di riuscirci sarebbero meno del 50% e ciò anche se si riuscisse poi ad eliminare i combustibili fossili a ritmo accelerato.

Le possibilità tecniche ci sono tutta, ma che la politica sappia decidere in tempo è tutt’altro che certo.

 

Fonte: Nature Communications